Cronaca Vittoria 04/01/2014 22:00 Notizia letta: 3248 volte

Omicidio Incardona, si cerca il latitante Giovanni Arangio Mazza

E’ figlio del condannato
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Vittoria - Proseguono senza sosta le ricerche di Giovanni Arangio Mazza, il vittoriese riconosciuto come mandante dell’omicidio Incardona avvenuto nel 1992. L’ordine di carcerazione segue alla sentenza della Corte d’Assise in Appello di Catania, ma mentre il padre è stato trovato nella sua abitazione, il figlio è ancora latitante. Per gli inquirenti, però, il cerchio attorno all'uomo si sta sempre più stringendo e la sua fuga potrebbe durare ancora solo poche ore, al massimo qualche giorno.

Giovanni Arangio Mazza, insieme al padre, Giombattista, è ritenuto responsabile di aver ordinato l'omicidio del marito della sorella, Giovanni Incardona. Sin da subito i poliziotti avevano avuto dei sospetti sugli Arangio Mazza, dati i presunti contrasti esistenti fra i tre a seguito del legame di parentela acquisito. Secondo la tesi della difesa, l'anziano avrebbe ordinato l'omicidio del genero perché questi sarebbe stato solito picchiare sia la moglie che il loro bambino ed avrebbe preteso delle somme di denaro. Una tesi smentita dalla Cassazione che invece, nelle carte processuali- sottolineano i familiari della vittima- “racconta un’altra storia, confermando la dedizione per la famiglia, l’onestà e la rettitudine di nostro fratello, la cui sola colpa è stata quella di amare la sua famiglia fino alla fine, e condanna i veri criminali di questa terribile storia”. Per l'accusa, inoltre, l'anziano avrebbe tentato di crearsi qualche giustificazione, creando dal nulla presunti dissapori che annotava in un diario. Secondo quanto raccontato dai fratelli di Incardona l'unico screzio riguardava la casa, o meglio lo scheletro della casa, dato alla vittima ed alla moglie e che l'uomo aveva poi rifinito e reso abitabile con la promessa, poi negata, di diventarne il titolare. “Se mio fratello fosse stato il violento descritto dai mandanti- si chiedono i familiari di Incardona- perché non è stato fin da subito denunciato alle forze dell'Ordine per i 'ripetuti' maltrattamenti alla moglie ed al figlio?. La Cassazione- ripetono- ha però smentito queste accuse”. 

Nadia d'Amato
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