Cronaca Ispica 06/01/2014 15:03 Notizia letta: 7914 volte

Furto nella villa della famiglia Bruno di Belmonte

Ladri inseguiti dai carabinieri
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Ispica - Notte movimentata a Ispica quella tra sabato e domenica, quando ignoti hanno messo a segno un colpo nel lussuoso Palazzo di Belmonte, noto agli ispicesi come “casino” di don Onorato. E non è mancato uno spettacolare inseguimento da parte dei carabinieri della locale Stazione.

Il bottino potrebbe essere ingente. Proprio in queste ore gli inquirenti stanno effettuando il sopralluogo insieme con il proprietario dell’edificio, della famiglia Belmonte, che, informato dell’avvenuto furto, è arrivato ieri sera in aereo da Roma dove risiede. Sarà lui a constatare, recandosi sul posto insieme con i militari dell’Arma, cosa manchi nel palazzo, dove non si esclude che i ladri abbiano potuto effettuare diversi viaggi per asportare quanto di prezioso vi era custodito.

Ad accorgersi del movimento sospetto attorno alla struttura storica della città sono stati i militari dell’Arma che stavano effettuando il regolare controllo notturno del territorio, un servizio intensificato soprattutto dopo l’ultima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al fine di garantire sonni tranquilli ai cittadini ispicesi.

Insospettiti della presenza di un autocarro nei pressi del palazzo, i carabinieri in pattuglia si sono avvicinati per effettuare il controllo. È a quel punto che i malviventi hanno accelerato per sfuggire ai militari. È partito l’inseguimento su per la strada Ispica-Pachino a elevata velocità. L’autocarro, poi, ha imboccato una strada laterale percorrendo i binari ferroviari, probabilmente nell’intento di fare demordere i carabinieri dal serrato inseguimento.

Poi i malviventi hanno abbandonato il mezzo e si sono dileguati per le campagne circostanti, facendo perdere le proprie tracce. I carabinieri, al controllo dell’autocarro, hanno rinvenuto una carrozza d’epoca asportata furtivamente dal palazzo di Belmonte, dove era custodita da anni. I malviventi l’avevano caricata sul mezzo e probabilmente la carrozza aveva già una sua destinazione ben precisa. Trattandosi, infatti, di un pezzo antico e pregiato, di certo la carrozza non è facilmente ricettabile, e il mercato è specifico.

Come anzidetto, il sopralluogo odierno potrà dare contezza agli inquirenti della natura del colpo messo a segno, che, dato il prestigio del palazzo, si suppone possa essere ingente.

La famiglia proprietaria dell’omonimo palazzo è ben nota in città e non solo. La sua storia è strettamente legata a quella di Ispica e dei suoi abitanti. Basti solo ricordare, ad esempio, che grazie ad essa ogni anno era possibile effettuare i festeggiamenti della Madonna delle Grazie. Pietro Bruno di Belmonte, proprietario della tonnara ubicata sul litorale di Pachino, donava infatti un tonno alla Chiesa, che serviva poi per potere effettuare le celebrazioni e i festeggiamenti in città in onore della Vergine. 

Valentina Raffa
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