Attualità Vittoria 07/01/2014 11:05 Notizia letta: 3749 volte

Il pescatore di Randello che non prenderà mai un muliettu fitusu

E lascia la sporcizia in spiaggia
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Vittoria - Sabato 4 gennaio dell’appena arrivato 2014 mi trovavo sulla spiaggia di Randello. In assoluto la più bella della provincia di Ragusa. La più bella non solo perché lunghissima (altre spiagge lo sono, come quella di Donnalucata), ma sopratutto perché alle spalle ha solo dune e macchia mediterranea (grazie alla riserva della Forestale, chè altrimenti sarebbe come altrove: una lunga teoria di case casette e casazze). Io ero andato con un gruppo di miei amici e i rispettivi figli, tutti bambini tra i sei e i dodici anni. Lo scopo: godere dell’aria del mare, potere correre e gridare serenamente in una bella e limpida giornata invernale, dell’inverno siciliano. Con noi, sulla lunga e gialla striscia di rena solcata dalle ruotate del solito furbo in toyota che sconosce le leggi (ma potrebbero essere state ruotate di auto di servizio, non sapremmo dire) solo altri quattro o cinque persone, tutti appassionati di pesca. Il surf casting a Randello, del resto, è attività diffusa tanto quanto il lancio dalla limitrofa scogliera dei “Canalotti”. Ottime zone di pesca, con mare raramente calmo.

Ma osservate le foto a corredo di questo articolo. Mostrano quanto lasciato sulla sabbia da uno di quei quattro o cinque pescatori dilettanti. La tipica confezione in polistirolo dov’erano i vermi usati quale esca per dare la caccia a gronchi e ricciole, la plastica per il filo di nylon. Ma perché lasciarli sulla spiaggia? Hai pescato, ti sei divertito (al pescatore sportivo l’ultima cosa che interessa è prendere un pesce, che se abbocca, per carità, è una festa, posto che di questi ultimi tempi le catture sono sempre più scarse), perché devi sporcare la spiaggia? Se apprezzi il mare, la spiaggia, la natura latu sensu tanto da svegliarti presto, affrontare sovente il freddo delle albe invernali, hai speso qualche centinaio di euro per l’attrezzatura (se ne hai la possibilità anche qualche migliaio d’euro) hai fatto chilometri in macchina per arrivare a Randello, ma allora, stronzo che non sei altro, ci spieghi perché a metà mattinata te ne torni a casa senza avere l’educazione, ma anche meno, il semplice buon senso di metterti in tasca, nello zaino, dove vuoi, i venti grammi di plastica e polistirolo ed evitare di imbrattare la spiaggia? Sei in grado di spiegarcelo? Non credo, sei troppo cretino per ragionare di buon senso, di tutela ambientale, di pulizia, tralasciando l’etica e la morale del buon cittadino, tu che cittadino non sarai mai. Il “tu” finora utilizzato è evidentemente retorico, considerato che non conosciamo le generalità del bravo pescatore, avendone solo immagazzinato l’immagine del volto e il colore della sua vecchia Peugeot ma siamo certi che con tutte le maledizioni che gli abbiamo lanciato io, i miei amici e soprattutto i bambini (ai quali ci sforziamo di dare il buon esempio nei confronti della natura e della sua salvaguardia), quel cretino non prenderà mai nulla, nemmeno un muliettu fitusu.

Saro Distefano