Attualità Roma 09/01/2014 13:03 Notizia letta: 2422 volte

L’accompagnamento? Non può essere considerato reddito

Intervento dell’on. Nino Minardo
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Roma - Il parlamentare nazionale del Nuovo Centrodestra, on. Nino Minardo, ha presentato un’interrogazione urgente al Ministro delle Politiche Sociali attraverso la quale ha chiesto di rivedere  i criteri di calcolo e le modalità di applicazione dell’ ISEE rimuovendo dal computo complessivo l’ indennità di accompagnamento. La riforma dell’ISEE, indicatore della situazione economica equivalente, strumento per l’erogazione dei servizi e delle prestazioni sociali, approvata dal Consiglio dei Ministri presenta infatti degli aspetti negativi che devono essere necessariamente rivisti.

Nel decreto, dichiara l’on. Minardo, sono entrate  calcolo ISEE anche somme che, sulla base della normativa precedente, non entravano a fare parte dello stesso come ad esempio le provvidenze assistenziali agli invalidi civili, ai ciechi ed ai sordi; nonostante alcune considerazioni positive, continua il parlamentare ibleo, che possono essere riconosciute allo strumento, come il fatto che la disabilità comporta dei costi aggiuntivi rispetto a chi è privo di disabilità, esistono delle disposizioni che presentano appunto delle anomalie da rettificare. In particolare l’on. Minardo evidenzia come  nel calcolo del nuovo ISEE siano computate anche le provvidenze assistenziali, come le pensioni sociali, le indennità di accompagnamento, i contributi a sostegno dell’ assistenza personale, conteggiati come se fossero un reddito da lavoro o una rendita finanziaria anche se poi sono state introdotte franchigie e detrazioni; è opportuno, quindi, considerare la disabilità e la non autosufficienza come uno dei principali elementi di impoverimento delle famiglie italiane e apportare dei rimedi che consentano di superare tale condizione; sembra, quindi, necessario, ricondurre lo strumento ad una maggiore equità tra i cittadini riducendo le diseguaglianze e, nello stesso tempo, venga riconosciuto che la condizione di vita delle persone con disabilità necessiti di criteri che colmino, anche se parzialmente, le carenze di pari opportunità presenti oggi.

Redazione