Cronaca Ragusa 10/01/2014 01:06 Notizia letta: 18870 volte

Riciclaggio di denaro, due imprenditori nel ciclone, sospeso bancario

15 anni di soldi facili
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Ragusa - Gli ultimi 15 anni della storia economica ragusana, ed i suoi rapporti con gli istituti di credito, al vaglio della Procura della repubblica e della Guardia di finanza di Ragusa. L’indagine delle Fiamme gialle, che riguarda soprattutto due noti imprenditori che operano nel capoluogo ibleo, è sulla bocca di tutti, specie da quando un istituto di credito ha sospeso un proprio funzionario, che non avrebbe segnalato alcune operazioni sospette, così come invece sarebbe stato obbligato a fare.

La sospensione (si è trattato di un provvedimento interno della banca) è scattata dopo che la Guardia di finanza è intervenuta a seguito di alcune segnalazioni sulle operazioni bancarie, ritenute non troppo chiare dal punto di vista del riciclaggio, che hanno comportato la segnalazione all’autorità giudiziaria per mancata segnalazione sospetta. L’autorità giudiziaria, da parte sua, ha quindi disposto una perizia alla Banca d’Italia, organo di controllo competente, che ha inviato gli ispettori della Banca d’Italia di Catania i quali hanno effettuato tutti i riscontri del caso che sono stati consegnati alla Procura. 

Nelle scorse settimane le stesse Fiamme gialle hanno visionato la contabilità delle aziende di riferimento degli imprenditori coinvolti nell’indagine, per cercare di capire la natura di queste operazioni ritenute sospette.

Le ipotesi di reato vanno dall’evasione fiscale al riciclo di capitali illeciti, al riciclaggio, ma com’è facile intuire, anche lo stesso ruolo dell’istituto di credito è sotto la lente di ingrandimento degli investigatori che vogliono cercare di capire se la banca abbia fatto passare queste operazioni sospette in maniera consapevole (sempre se, è chiaro, fossero accertate le varie ipotesi di reato sulle quali, al momento, stanno lavorando gli inquirenti). 

Il decreto legislativo 231/2007 valorizza il ruolo della Banca d'Italia e le affida compiti regolamentari e di controllo sul rispetto degli obblighi antiriciclaggio. La Banca d'Italia, in accordo con le altre autorità di controllo del settore finanziario, svolge un compito di natura regolamentare, tra cui l’organizzazione, oltre alle procedure ed ai controlli interni che assicurino l'assolvimento degli adempimenti antiriciclaggio, compreso proprio l'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette. Adempimento che pare il funzionario di banca non abbia compiuto.

Ogni volta che la Banca d’Italia riceve una segnalazione sospetta, viene girata alla Dia ed al nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di finanza che poi, a sua volta, le reindirizza ai comandi territoriali competenti. Il sistema della legge si incardina su tre istituti fondamentali: adeguata verifica della clientela (secondo l'approccio basato sul rischio), registrazione-archiviazione-conservazione dei rapporti e delle operazioni, e valutazione e segnalazione delle operazioni sospette.

Più volte, in materia di antiriciclaggio ed evasione fiscale, è stato ribadita l’importanza del “fare squadra”. Le indagini, infatti non possono prescindere da apporti coerenti e corretti da parte di tutti gli attori in gioco.  

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Sequestrata una cassetta di sicurezza con 800 mila euro in contanti

 

 I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza hanno eseguito il sequestro di una cassetta di sicurezza di una filiale della Banca agricola Popolare di Ragusa, contenente 800 mila euro in contanti e alcuni documenti di un imprenditore. L’avvocato difensore dell’imprenditore aveva chiesto il dissequestro sia dei soldi che dei documenti, ma il Tribunale del riesame ha accolto solo il ricorso relativo ai documenti. Nello specifico, tra le presunte irregolarità ci sarebbero accessi a cassette di sicurezza non rendicontati, attivazione di fidi e di linee di credito con cifre considerevoli, che qualcuno avrebbe garantito in modo non regolare.  (Redazione)

Redazione
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