Giudiziaria Modica 10/01/2014 01:14 Notizia letta: 3105 volte

Caro estinto, 18 rinviati a giudizio

5 medici coinvolti
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Modica - È stata fissata al 20 marzo l’udienza preliminare per gli imputati nel procedimento scaturito dall’inchiesta sul “Caro estinto” avviata dall’allora Procura della Repubblica di Modica e condotta dai carabinieri. Il Pm del tribunale di Ragusa ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio per i 18 imputati, tra cui figurano 5 medici dell’ospedale Maggiore: G.M., N.R., N.A., G.B. e T.T., l’infermiera M.S. L’operazione aveva portato a 5 misure cautelari per truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa dal privato e da pubblici ufficiali in atti pubblici, detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanze classificate stupefacenti.

I carabinieri indagavano dall’ottobre 2011  sulla presunta concorrenza sleale messa in atto da 4 agenzie di pompe funebri. Per l’accusa alcune di esse si accaparravano il servizio funebre grazie alla presenza in ospedale di ‘referenti’ pronti a comunicare il prossimo o avvenuto decesso di un paziente. Secondo gli inquirenti, capitava anche che una persona deceduta venisse fatta risultare sulle carte ancora in vita, per evitare i tempi di attesa previsti dalla legge in caso di decesso in ospedale, e venisse trasportata a casa gratis in  ambulanza dall’impresa funebre ‘favorita’, che prendeva contatti per il funerale.

I militari dell’Arma scoprirono una vasta rete di rapporti di natura ritenuta illecita tra le agenzie e personale medico e paramedico dell’ospedale e reati connessi, tra cui quello di paramedici che, malgrado il rapporto di esclusività con l’Asp di Ragusa, espletavano attività lavorativa in proprio, utilizzando medicinali e presidi sanitari di proprietà della sanità pubblica, in orari di espletamento del pubblico servizio, non dichiarando gli introiti extra al fisco.

A finire in manette furono Raffaela Palladino, titolare di un’impresa funebre, difesa dall’avv. Maria Platania, e l’infermiere Vincenzo Giummarra, prima posti in regime di arresti domiciliari e poi tornati in libertà. Fu disposto l’obbligo di firma per Gaetano Puccia, marito della Palladino, per l’ausiliario sociosanitario Salvatore Medici, difeso dall’avv. Ignazio Galfo. Per lui l’avv. ha fatto adesso appello avverso la misura. Sono accusati di truffa, falsità ideologica e peculato. Obbligo di firma pure per Alessandro Graziano Agosta, difeso dall’avv. Giovanni Favaccio, accusato di cessione di droga.

Valentina Raffa
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