Lettere in redazione Scicli 10/01/2014 12:15 Notizia letta: 3390 volte

Carmelo Aquilino smentisce il segretario Pd Cannata

Chiudere le porte a Susino?
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Scicli - Caro Armando,

ho sentito il bisogno di coinvolgerti in una riflessione sull'attuale situazione politica di Scicli, allargata a chi voglia parteciparvi, al fine di poter trarre degli elementi utili per iniziare a costruire un progetto che possa ridare alla nostra città quel respiro socio-politico, ormai da troppo tempo, mancante alla politica sciclitana.

Non serve spendere molte parole sulle ultime esperienze amministrative di Scicli, gli effetti di anni di agonia amministrativa dovuta più a mancanza di visione politica che ad un problema di qualità di uomini, ha dato come risultato quello di una città che sta affrontando il proprio futuro priva di un progetto organico complessivo e senza la consapevolezza di quali siano le reali sfide del che ci attendono in termini economici e sociali. Si vivacchia, si tira a campare in attesa che accada qualcosa che possa  scuotere, quasi accidentalmente, le soporifere giornate degli amministratori sciclitani.

Ci dovremmo tutti chiedere come poter affrontare uno scenario di cui non si riesce a definire bene i contorni, di cui non si riescono a intravvedere delle prospettive su cui poter piantare delle solide fondamenta per la Scicli di domani.

Una prima soluzione potrebbe essere la tentazione di far saltare il banco, sempre che si riesca a ottenere le dimissioni del Sindaco attuale o la sua eventuale sfiducia consiliare, per indire nuove elezioni e cercare “un nuovo inizio”. Tuttavia corre l'obbligo di ricordare come, nelle precedenti tornate elettorali, nello specifico mi riferisco al 2008 ed al 2012, il Pd non sia stato premiato dal corpo elettorale. La causa della mancata vittoria, viene da chiedersi, è stata dovuta ad una disattenzione degli elettori o, piuttosto, alla carenza di un progetto politico-culturale mancante dei necessari approfondimenti e coinvolgimenti di tutte le realtà vitali della città?

Mi sembra chiaro che la seconda è l'ipotesi più plausibile, dunque il Pd deve iniziare da subito un confronto con la città su temi specifici, perché ciò avvenga è necessario che si attrezzi in termini di merito attraverso i propri saperi e quelli che esprime la nostra comunità.

Cambiare direzione è possibile.

Sembra sia necessario ricomporre le numerose individualità presenti nello scenario politico cittadino che hanno bisogno di coagularsi all'interno di una politica costruita attraverso la sintesi virtuosa delle migliori istanze della società. Dunque una sintesi che scaturisca dal confronto di tesi dibattute all'interno di un contesto consapevole del vero bene comune, scevro da interessi di parte e da egoismi personali.

Una politica che preveda il ritorno dello spirito di comunità al centro del dibattito, attraverso l'esercizio di tutte quelle virtù che caratterizzano la politica stessa intesa come luogo della solidarietà e dell'onesto confronto di idee. 

Oggi sembra, altresì, necessario che il partito assuma una posizione di governo, con le forme che ritiene più utili, per cercare di proporre soluzioni ai troppi problemi che affliggono la nostra gente. Una strategia dei due tempi che agisca subito nella contingenza del quotidiano, e nello stesso tempo ridisegni un progetto per il futuro che sia materiale ed immateriale, che possa riportare il Comune ad un ruolo centrale nella vita delle persone.

Carmelo Aquilino
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