Cronaca Ragusa 14/01/2014 09:15 Notizia letta: 5055 volte

Una discarica tossica a Kamarina. E spunta il nome di Matteo Messina Denaro

Cosa Nostra a Ragusa
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Ragusa - I Carabinieri di Ragusa, con l’ausilio di un elicottero del 12° Nucleo di Catania che ha eseguito rilievi di aerofotogrammetria, hanno scoperto lavori abusivi di estrazione di inerti nella fascia del litorale di Kamarina, antica colonia greco-romana.

L’area scavata, infatti, è completamente ricompresa nei confini del “Parco Archeologico di Kamarina”, per una superficie irrimediabilmente deturpata di circa 10mila mq,  posta in sequestro.

I due denunciati sfruttavano le prime ore del mattino, prima dell’alba, per passare inosservati. Sono stati loro sequestrati due grossi autoarticolati con rimorchio e un escavatore. La posizione dei proprietari dei mezzi, 2 imprese edili di Vittoria, è al vaglio dei militari, che stanno approfondendo le indagini, con la Procura della Repubblica del capoluogo Ibleo.

Il terreno, purtroppo non sottoposto a vincolo totale, è di proprietà della Mediterraneo Villages SpA e doveva essere destinato alla costruzione di un resort della Valtur di Carmelo Patti, castelvetranese ritenuto dalla DIA un prestanome del superlatitante Matteo Messina Denaro. I guai economici della società (ora in amministrazione controllata) e il procedimento di prevenzione pendente innanzi al Tribunale di Trapani hanno fatto sì che tutta l’area, con diversi immobili ormai in stato d’abbandono, sia ora invasa da rovi e rifiuti.

I due soggetti fermati, L.O. 57enne e N.S. 49enne, entrambi vittoriesi, dunque, hanno affermato di non avere assolutamente nulla a che fare con la produzione di calcestruzzo e/o con la vendita della terra per qualsivoglia altro fine, se non per uso personale, a casa del secondo. La circostanza appare quantomeno singolare ai CC di Santa Croce, anche perché tre dei quattro mezzi d’opera che sono stati trovati in loco e sequestrati, sono di proprietà d’imprese dedite all’edilizia, alle escavazioni e ai lavori stradali, con sede tra Vittoria e Acate.

I due compari sono stati deferiti a piede libero alla Procura della Repubblica di Ragusa per le ipotesi di reato di furto aggravato, deturpamento di bellezze naturali, omessa comunicazione dell’esercizio dell’attività estrattiva, esecuzione di lavori senza autorizzazione in area d’interesse paesaggistico.
Tutta l’area interessata, infatti, e quella circostante, è indicata sia dalle mappe della Regione Siciliana, sia da quelle del Comune di Ragusa come d’interesse paesistico e archeologico, ricompresa nel perimetro del “parco archeologico di Kamarina”. Aggravata quindi la posizione degli indagati che devono rispondere della violazione del T.U. beni culturali.

Redazione
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