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Il mio pallone d’oro su Sky

Sceneggiate

Ragusa - Mi è mancato solo la diretta mandata in onda su Sky. Per il resto ho seguito la cerimonia per la premiazione del “Pallone d’Oro” come tutti gli altri anni. Negli ultimi quattro, è stata una cerimonia scontata, se non noiosa: troppo manifesta la superiorità dell’argentino di origine italiana Lionel Messi. L’edizione 2014 del prestigioso premio si annunciava più interessante perché il campione argentino negli ultimi sei mesi ha giocato pochissimo e pertanto, pur in lizza per il prestigioso premio, non aveva molte speranze (eppure è arrivato secondo, a dimostrazione del fatto che moltissimi suoi colleghi, giornalisti ed allenatori lo hanno votato comunque, perché è Messi).

A contendersi il premio, secondo le solite indiscrezioni dei giornali più o meno specializzati era alla fine in due: Cristiano Ronaldo e Frank Ribery. Il primo portoghese, mezzala che gioca con gli spagnoli del Real Madrid, il secondo francese, stesso ruolo, campione del Bayer Monaco, squadra tedesca, anzi bavarese.

Alla fine l’ha sputata quello oggettivamente più bravo. Qualcuno ha fatto notare che Ronaldo lo scorso anno non ha vinto nulla, ma proprio nulla (in Spagna ha trionfato il Barcellona di Messi e in Europa il già citato Bayern), e però non si poteva votare per il francese che sarà anche bravo, ma non propriamente un fuoriclasse (chè altrimenti a Pirlo dovrebbero dare il Pallone d’Oro, d’Argento, di Bronzo e d’alluminio).

Il fatto è che anche il signor Cristiano Ronaldo, certamente un fuoriclasse sul rettangolo verde, non è propriamente un modello. Qui si intende di sportività, non di prestazioni.

Tra i tanti esempi che si potrebbero citare basterebbe il recente scandaloso atteggiamento tenuto nella partita di Coppa Campioni a Madrid contro la Juventus. In quella occasione il campione portoghese venne lanciato da un compagno sulla fascia destra. Controlla la palla ma viene affiancato da Giorgio Chiellini. Il difensore bianconero si aiuta, essendo più lento di Ronaldo, mettendo una mano sul petto dell’attaccante, per rallentarlo. Si tratta di fallo, e l’arbitro fischia per concedere la punizione ai blancos. Ma in quel momento Ronaldo crolla a terra dolorante, coprendosi la faccia con entrambe le mani e non riuscendo ad alzarsi da terra. L’arbitro cade nella trappola (poiché si concede sempre la buona fede alla giacchetta nera) e non soltanto concede la punizione al Madrid, ma estrae un cartellino rosso per Chiellino: espulsione diretta (il difensore della nazionale italiana non poté giocare l’incontro di ritorno a Torino). Buttato fuori Chiellini il numero 7 del Real si alza e continua la sua partita. Il suo team vincerà l’incontro.

Quella partita di Madrid, come tutte quelle di Coppa Campioni, è seguita in diretta da milioni di telespettatori grazie alle venti e passa telecamere distribuite sul campo e sugli spalti. Milioni di spettatori hanno assistito alla sceneggiata di Ronaldo, non nuovo a tali performance. Insomma, è stato sbugiardato in diretta. Ma, per chi vota il pallone d’oro, evidentemente quel che conta è la tecnica, la potenza, l’abilità sportiva, non anche la lealtà, il coraggio, la correttezza e l’esempio (sopratutto nei confronti dei milioni di ragazzini appassionati al gioco più bello del mondo). Ho l’impressione che dovrò dare ragione a quel mio amico che commentando (ma commenti da bar, non mai sui giornali e nelle televisioni, tutte prone, scusate, volevo scrivere pronte, a celebrare il campione truffatore, scusate, volevo scrivere tuffatore) il fatto ha detto: “in realtà bisognerebbe chiamare quel premio non più Pallone d’Oro ma Pallone Nike".

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