Cronaca Vittoria

Vittoria, arrestati gli estortori dei preti

Sono due fratelli

Vittoria - Alle prime ore del mattino odierno, i Carabinieri della Compagnia di Vittoria hanno dato  esecuzione all’ Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Ragusa, Dott. Giovanni Giampiccolo, su richiesta della Procuratore della Repubblica di Ragusa, Dott. Carmelo Petralia e del Sostituto Procuratore, Dott. Gaetano Scollo, nei confronti dei fratelli Orazio Sciortino, vittoriese cl. 80, con precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona; e Giuseppe Sciortino, vittoriese cl. 82, con precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona, ritenuti responsabili a vario titolo di tentata estorsione, rapina, danneggiamento, minaccia e ingiuria commesse ai danni di 14 sacerdoti di altrettante parrocchie di Vittoria.

Le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Vittoria hanno consentito di individuare nei predetti fratelli Sciortino i responsabili di una serie di condotte intimidatorie e violente poste in essere disgiuntamente nei confronti dei sacerdoti delle parrocchie di Vittoria nel biennio 2012/2013, nel tentativo, in molti casi portato a termine, di costringerli a farsi consegnare delle somme in denaro.

Dall’ottobre 2013, dopo lunga riflessione, seppur con evidente tormento in relazione alla volontà dei sacerdoti di accordare loro il  “Perdono”, le vittime, grazie alla capacità di convinzione, persuasione e incoraggiamento da parte del locale Comandante della Stazione, hanno palesato ai militari operanti le violenze da loro subite ed ormai divenute insostenibili, permettendo l’individuazione dei responsabili anche mediante il loro riconoscimento fotografico.

Si tratta di una serie di atti perpetrati richiedendo, con frequente periodicità, soldi con modalità aggressive, pressanti, insistenti, e facendo seguire alla richiesta, in caso di diniego, insulti, ingiurie, minacce, e talora anche l’aggressione fisica alla persona e violenza alle cose (lancio di oggetti, sputi, schiaffi, minaccia di scagliare addosso la sedia ecc.) così intimorendo le persone offese anche in vista di successive richieste estorsive; in taluni casi i rei si impossessavano di telefoni cellulari e di generi di prima necessità destinati ai poveri, frapponendo resistenza e violenza al tentativo di recupero del maltolto da parte delle persone offese. In altri casi i parroci sono stati costretti a ritardare la funzione religiosa.

Nello specifico, l’attività investigative condotte dalla Stazione Carabinieri di Vittoria hanno permesso di ricondurre allo Sciortino Orazio i seguenti episodi delittuosi:  

-       sul finire della scorsa estate un parroco era stato costretto a subire lo “sputo in faccia” venendo altresì colpito con schiaffi al volto. Nell’ottobre successivo, il medesimo prelato aveva ricevuto un ulteriore “visita” dallo Sciortino il quale, con fare intimidatorio, si era impossessato di una cesta contenente prodotti alimentari destinata alle famiglie bisognose;

-       nel mese di ottobre 2013, il reo aveva scagliava contro un parroco un timbro prelevato dalla sua scrivania colpendolo al volto. Nell’occasione lo Sciortino si era altresì impossessato del telefono cellulare della vittima, la quale era poi riuscito a recuperare il maltolto grazie all’aiuto di alcuni parrocchiani presenti sul posto;

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-       nel febbraio 2013, un parroco era stato trattenuto contro la sua volontà in sacrestia, venendo privato della possibilità di entrare in Chiesa per svolgere la funzione religiosa. Lo stesso sacerdote, alcuni mesi dopo, aveva nuovamente ricevuto la “visita” dello Sciortino, il quale, dopo averlo violentemente spintonato mentre il prelato tentava di bloccarlo, si era impossessato di generi di prima necessità donati alla parrocchia e destinati alle persone indigenti assistite dal sacerdote, dandosi poi alla fuga con il bottino.

Senza dubbio l’atto più indicativo della pericolosità e dell’accanimento del maggiore dei due fratelli è sicuramente quello avvenuto nel settembre 2013, quando lo stesso, quale rivalsa nei confronti di un parroco “colpevole” di non avergli aperto la porta il giorno precedente, aveva danneggiato l’autovettura Fiat Grande Punto di sua proprietà e parcheggiata nei pressi della Parrocchia, rigandola in tutti i lati e rompendo entrambe gli specchietti retrovisori laterali, i tergicristalli e l’antenna. Il grave danneggiamento era stato interamente ripreso dalle telecamere ivi installate. Qualche ora prima del danneggiamento, avvenuto intorno alla mezzanotte del 26 settembre 2013, lo Sciortino si era recato presso un’altra parrocchia ove aveva aggredito verbalmente un altro parroco,  minacciandolo di un grave ingiusto danno, qualora non gli avesse consegnato del denaro. Anche in quest’ultima occasione lo Sciortino, al diniego del sacerdote, gli aveva sottratto il cellulare dandosi a precipitosa fuga. Immediatamente il parroco, con l’ausilio dei un fedele che aveva messo a disposizione la propria autovettura, era riuscito ad inseguire il giovane riuscendo a recuperare il dispositivo mobile.

Per quanto concerne lo Sciortino Giuseppe, sempre al fine di costringere le parti offese a consegnargli indebitamente somme di denaro:

-       nel febbraio/marzo 2013, aveva spintonato un parroco, facendolo cadere a terra e successivamente lo aveva colpito al volto con un pugno, dopo aver tentato di scagliarli contro una sedia;

-       aveva successivamente aggredito un altro parroco, prendendo a calci e pugni la porta di ingresso della canonica;

-       in altri casi lo stesso aveva aggredito verbalmente altri due parroci costringendoli a consegnargli somme di denaro.

Gli insistenti comportamenti aggressivi e le ripetute minacce contro l’incolumità dei parroci in alcuni casi avevano anche avuto dei testimoni come la circostanza del maggio 2013, quando lo Sciortino Orazio aveva fatto irruzione nei locali della Chiesa, ove, alla presenza dei catechisti, aveva obbligato il sacerdote a dargli una somma di denaro, pronunciando altresì al suo indirizzo espressioni ingiuriose offensive della memoria della defunta madre del prelato e, non ritenendo congrua la somma ricevuta, gli sputava in faccia.

Ai due fratelli sono state altresì contestate la recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale, nonché le aggravanti per aver commesso il fatto contro persone rivestite della qualità di ministri del culto cattolico nonché nei confronti di persone ultrasessantacinquenni.

Gli investigatori hanno quantificato in circa 2.000 euro le somme di denaro indebitamente percepite dai due fratelli nel biennio 2012-2013, ai quali vanno aggiunti i 3.000 euro di danneggiamento dell’autovetture privata del sacerdote.

I fratelli Sciortino, al termine delle formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea.

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