Lettere in redazione Scicli 18/01/2014 18:35 Notizia letta: 2093 volte

Governo tecnico, ma che vorrà mai dire?

Riceviamo e pubblichiamo
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Scicli - SI legge su qualche foglio che a Scicli l’opposizione vorrebbe un “governo tecnico”, e tanto la cosa non è gradita alla maggioranza che ora questa si è convertita … in opposizione!

Forse il “governo tecnico”, qualsiasi cosa sia, è cosa dotata di poteri straordinari? Esponiamo alcuni esempi. Il cosiddetto governo tecnico potrebbe perlomeno desiderare di venire a capo della “questione rifiuti”, sapendo che un successo in questa direzione darebbe un drastico colpo alle bollette recapitate ai cittadini e persino lavoro ai più giovani (non parliamo dei benefici ambientali). Un governo non tecnico ha dimostrato di non immischiarsi più di tanto in questa “sporca” materia e nel frattempo il costo per ogni camion recapitato in discarica sale, con disperazione della città e grande gioia di chi guadagna su ogni chilo di rifiuto conferito in discarica. Un governo tecnico terrebbe in considerazione quanto è stato finalmente detto a chiare lettere dall’OMS: il traffico e l’inquinamento da polveri uccidono come l’amianto (ci rendiamo conto?) e interverrebbe per ridurre l’esigenza dei cittadini al ricorso ai i veicoli a motore,  migliorando la circolazione, rendendola più veloce, riducendo i tempi di arrivo e conservando la salute degli abitanti. Un governo non tecnico non interviene, non ha voglia di organizzare un bel niente, né di dover spiegare  cosa e perché lo sta facendo. Che la gente sia felice di muoversi come vuole, perdere il suo tempo (perché interessarsi della salute della gente e dell’efficienza nel lavoro delle persone?)  e che crepi in santa pace, come del resto è sempre avvenuto nei secoli. Il governo tecnico si reca nelle Frazioni, sia nel territorio che a mare, non solo perché ci vivono persone che si sentono (e sono) dimenticate, ma anche perché sono luoghi essenziali per l’economia della città, che non ha futuro se non tutela con energia e non sviluppa iniziative di peso sia il territorio interno che la fascia costiera. Il governo non tecnico visita le Frazioni nei giorni che precedono il voto. Il governo tecnico prende a cuore la Scuola, perché la comunità va a morire se questa non può funzionare e si rifiuta di colpire l’infanzia, le famiglie, i meno abbienti, chi ha bisogno, come il governo non tecnico fa regolarmente con la scusa che “per queste cose non ci sono i soldi” (mentre per tante cose inutili le trova sempre). Il governo tecnico sa che la macchina amministrativa del Comune è il cuore pulsante della comunità, non un insieme di porte da andare ad aprire per sistemare le cosucce di qualcuno mentre la nave affonda e sa che operando con la vista tanto corta i figli - anche quelli degli impiegati comunali – non hanno altra  prospettiva che andarsene. Bisogna continuare? Si potrebbe, ma non è necessario. Il governo non tecnico, insomma il “governo dei politici”  non fa politica, non l’ha fatta nemmeno negli ultimi mesi mentre la nave affonda e gente si dispera.   Il governo tecnico, cioè di persone che provengono alla società civile e non dalle segreterie, di persone non compromesse con la politica inutile e dannosa degli ultimi decenni, non è un governo apolitico, né asettico. Invece, è la sola fonte politica che, volenti o nolenti, lo si voglia capire o no, può condurre società e persone fuori dal piccolo cabotaggio e verso le realizzazioni di cui la gente  ha bisogno.  Possibile che una parte consistente della tradizionale politica sciclitana non sia in grado di individuare persone non compromesse, che hanno un storia di impegno disinteressato a favore della Città, che siano in grado di bene operare, con il costruttivo supporto della macchina Comunale e di un Consiglio comunale rinsavito secondo principi di reale solidarietà, amore per la gente, rispetto per le necessità, voglia di lavorare per il bene di tutti?

Giampaolo Schillaci