Attualità Ispica 19/01/2014 23:27 Notizia letta: 4184 volte

Il fallimento dei frangiflutti a Ciriga

Una cura che non serve
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Ispica - La drammatica erosione lungo la costa ispicese e dell’intera provincia, insieme agli interventi in cantiere per fermarla, sono stati al centro di una partecipata riunione di Legambiente Ispica.

Il Circolo, infatti, segue da tempo e con la massima attenzione la vicenda, anche in considerazione del fatto che i rimedi messi in atto in passato (p. es. le barriere frangiflutti a Cirica) si sono rivelati spesso inutili quando non dannosi, e in ogni caso fortemente impattanti su ecosistema e paesaggio.

Il progetto messo in campo attualmente per la costa ispicese, e per il quale è prevista la cantierizzazione entro l’anno, contempla la formazione di decine di barriere di massi calcarei disposti a spina di pesce lungo la linea di costa, nonché l’apporto di ingenti quantità di sabbia proveniente dalla cava sottomarina al largo di Termini Imerese.

Orbene, è già noto che tali sedimenti avranno una composizione diversa da quella a cui siamo abituati, tant’è che gli stessi progettisti stanno verificando la possibilità di utilizzare, invece, la sabbia derivante dal dragaggio del porto di Pozzallo. In merito, non sono ancora state divulguati i risultati delle analisi; di sicuro c’è che a qualche anno di distanza -secondo le attuali previsioni- si avrà la formazione di piccole “baie” tra un pennello e l’altro; e che, soprattutto, gli stessi tecnici che hanno progettato l’intervento hanno dichiarato di non avere la certezza assoluta sui suoi effetti definitvi.

Tutto ciò, sommato a condizioni meteorologiche in continua evoluzione, induce Legambiente Ispica a manifestare prudenza: a fronte di troppe incognite sulla reale efficacia, la soluzione oggi proposta appare, per contro, di sicuro l’impatto paesaggistico, tale da compromettere lo sviluppo turistico dell’intero litorale.

In altre parole, secondo il Circolo Sikelion un intervento di ripascimento è, sì, quantomai necessario e urgente; ma deve trattarsi di un intervento che preveda non già la realizzazione di opere irreversibili bensì, e per esempio, l’apporto di sabbia prelevata là dove si è accumulata da anni a causa del porto di Pozzallo, seguito da una costante opera di manutenzione.

«Per questi motivi -annuncia la presidente, dott.ssa Natalia Carpanzano- anche Legambiente Ispica si allinea convintamente alla richiesta, già avanzata da Legambiente Ragusa, di una moratoria per tutti i progetti in atto, in vista di un ampio confronto che, a livello sia locale che provinciale, coinvolga esperti, associazioni e comuni cittadini, per la gestione di un bene -la spiaggia- che è di tutti». 

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Redazione