Economia Scicli

La corsa all’oro nero defiscalizzato è iniziata, la Irminio pronta a perforare Scicli

Royalties vantaggiose

Scicli - Vista dall’alto la piattaforma petrolifera in terraferma della Irminio srl, società di investitori stranieri che sfrutta in provincia di Ragusa i giacimenti ex Agip, sembra una base lunare.

Un vero e proprio modulo spaziale, quello dei petrolieri della Irminio srl, realizzato in ferro e innestato tra il verde dei pioppi bianchi e neri, proprio a ridosso del fiume Irminio, gomito a gomito con salici secolari e canne palustri di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico.

Col miglior vantaggio fiscale offerto dal governo Crocetta ai petrolieri, in ordine al versamento delle royalties con aliquota al 13%, la Irminio srl si appresta ad espandere il proprio raggio d’azione e di produzione.

Sembra arrivata a buon punto, infatti, quasi vicina all’approvazione, l’istanza di perforazione denominata Scicli, avanzata dalla società Irminio srl già nel 2009, e che ricadrebbe interamente sul territorio del Comune di Scicli.

Il perimetro dell’area chiesta in permesso per esplorazione e successivamente per coltivazione idrocarburi, così come recita l’istanza presentata dalla società di investitori americani all’ente minerario siciliano, descrive un poligono irregolare che tocca contrada Dammusi, intercetta a 30 metri la linea di costa di Donnalucata, fa base in località Pisciotto, con precisione il punto noto ricadrebbe su un faro ubicato presso i ruderi della Fornace Penna, passa da contrada Case Nuove e arriva fino all’abitato di Scicli.

Un poligono a geometria variabile, tracciato dai geologi della Irminio srl sul territorio di Scicli, per installare piattaforme petrolifere e favorire utili milionari felicemente detassati da Rosario Crocetta al 13%.

Sarà affascinante, tra qualche mese, quando arriverà il via da parte della Regione Sicilia alla possibilità di perforazione in territorio di Scicli, vedere la fornace Penna illuminata dai fari di una trivella petrolifera, così come la chiesa di San Matteo o il Convento della Santa Croce e di riflesso anche le bianche basole di via Mormina Penna colorarsi di un colpo di grosse chiazze nere rappresentate dai pozzi di petrolio e gas installati dalla società petrolifera americana.

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Per poi assistere al nuovo teatro di posa che potrebbe offrire il territorio del Comune di Scicli alle riprese del film del Commissario Montalbano, tra alberi di carrubo, muri a secco secolari e nuovi pozzi di petrolio e gas a far da cornice allo sconvolgente barocco di palazzi nobiliari e chiese del sud est siciliano.

Impressionante.

Ma Scicli non era patrimonio dell’Umanità, tutelato dall’UNESCO? I beni architettonici e paesaggistici non erano da preservare e proteggere da speculazioni di ogni tipo?

Purtroppo coloro i quali avrebbero dovuto rendere sempre meno appetibili gli sfruttamenti del petrolio in Sicilia, hanno votato la defiscalizzazione delle royalties nella presentazione della manovra finanziaria all’ARS. Ci riferiamo, per la provincia di Ragusa, agli onorevoli Pippo Digiacomo del Partito Democratico, Orazio Ragusa dell’Udc, Nello Dipasquale del Megafono di Crocetta. Sono gli stessi soggetti politici che, assieme all’onorevole Assenza di Forza Italia e l’onorevole Ferreri dei Cinque Stelle, dovrebbero tutelare il territorio Ibleo e in particolare quello sciclitano dagli oltraggi al paesaggio.

Prepariamoci, dunque, ad altre e nuove installazioni permanenti di basi petrolifere negli Iblei, proprio come quella palafitta spaziale coi piedi in terraferma che coltiva pagliuzze di oro nero lungo il corso del fiume Irminio. Dall’albergo al petrolio diffuso. Scicli, tra qualche giorno, sarà patrimonio delle risorse energetiche nazionali, tutelato dai petrolieri americani.

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