Lettere in redazione Scicli 20/01/2014 16:31 Notizia letta: 2274 volte

Sandro Gambuzza: bilancio, le colpe del Pd

Intervento dell’ex assessore al bilancio
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Scicli - Che esista ancora a Scicli un partito che discuta, riunisca i propri iscritti e si confronti con i cittadini è di sicuro un fatto ormai raro ma sicuramente positivo ed utile alla Città stessa.

Sono convinto però che laddove a "dirigere" i lavori sia un politico che per vent'anni ha ricoperto il ruolo di Consigliere Comunale, per tre anni l'Assessore Comunale al bilancio ed allo sviluppo economico e da ultimo si è candidato a Sindaco della Città con gli esiti ben noti a tutti, inutili e poco credibili possano risultare per la Città tutti gli sforzi assembleari.

Non erano forse quelli gli anni in cui si formavano gran parte dei debiti fuori bilancio emersi oggi ? Non erano forse quelli gli anni della spesa folle ed incontrollata?

Non erano quelli i tempi delle relazioni sul bilancio ripetute ad arte più volte e per parecchie ore per non consentire al Consiglio di conoscere i contenuti del bilancio stesso?

Non erano forse quelli i tempi delle cartelle più pazze del mondo ? Non erano quelli i tempi in cui emergevano già preoccupanti segnali di "disordine" nel bilancio del Comune e ciò nonostante gli ingenti trasferimenti dello Stato ? E per farla breve... e venire a qualche mese fa... non è stato forse bocciato il programma elettorale di candidato a Sindaco della Città ?

A leggere alcune relazioni assembleari di oggi non posso che fare alcune serene riflessioni: non è utile ai cittadini chi continua a fare politica nutrendo ancora sentimenti di rancore post elettorali; non è utile ai cittadini chi elenca menù politici stantii e senza indicarne e spiegarne modi e risorse per cucinarli; non è più il tempo dei soliti, sterili, velleitari e talvolta incomprensibili discorsi tutti "chiacchiere e distintivi"; non si è adeguati ad amministrare la "cosa pubblica" mentendo e farlo sapendo di mentire in relazione a problemi esiziali per il futuro della Città e quindi delle generazioni più giovani. 

Sandro Gambuzza