Appuntamenti Ragusa

Salvo Catania Zingali in mostra a Ragusa

Al cinema Lumiere

Ragusa - “Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati”. Non importa dove andiamo: la risposta, passata da “on the road” da Jack Kerouac, sulla bocca di un giovane della Beat Generation è “Non lo so, ma dobbiamo andare”. Ovvero il viaggio per il viaggio. Necessità di movimento, nomadismo, in una ricerca proustiana o in un anelito al nuovo, alla febbre meravigliosa della vita. Prende avvio da direttrici diverse, la personale di Salvo Catania Zingali, in mostra presso la Saletta Mèliés del Cinema Lumière, che quest’anno festeggia dieci anni dalla sua apertura.

E tale decennale Catania Zingali celebra con una silloge di opere dedicate al road movie, ai film della strada, letteralmente, che il motivo narrativo del viaggio dispiegano in un genere nutrito di capolavori della cinematografia, che trovano significativo caposaldo in “Easy Rider” di Dennis Hopper, consapevolmente ispirato al “Sorpasso” di Dino Risi.

La mostra propone dunque una serie corposa di lavori, acrilici su carta, che, come denuncia il titolo, “Moviemotion. On the road”, stabiliscono un dialogo dinamico e decisamente personale tra cinema e pittura. La materia alla quale l’artista attinge è smisurata, abbraccia regioni disparate del mondo, anche se fascinazione speciale certo esercitano il viaggio americano coast to coast e la malinconica galleria felliniana.

Considerato quanto importanti siano le connessioni (biunivoche) tra cinema e arti figurative, non è semplice, per un artista, parlare pittoricamente col grande schermo, prendere parola in una polifonia che trova esempio locale, in provincia, nella bella collettiva natalizia del Brancati di Scicli, in occasione della quale trenta artisti iblei hanno omaggiato pellicole e registi a loro cari.

Non alla mera illustrazione del fotogramma punta Salvo Catania Zingali, che nella macchia traspone l’indeterminato emozionale, quella sospensione di vita che comporta il movimento. Diluisce il colore, che è bianco e nero d’autore e che conosce le suggestioni dei grigi, colore che diventa inchiostro calligrafico o tentazione di sogno, d’invenzione, che cerca un linguaggio capace di rendere l’ampiezza semantica del viaggio. Una figurazione, quella di Catania Zingali, che ha sedimentato le esperienze Pop e pure l’Iperrealismo: una figurazione che è post, rispetto alla tangenza totale al reale (che pure la informa), alle estetiche dell’esattezza, perché il viaggio abbisogna dell’invenzione poetica, il viaggio decanta le urgenze, fiacca la forza della linea retta.

Il cosmo richiamato è intenso e affollato. Abbraccia “Nel corso del tempo” di Wim Wenders, “Duel” di Steven Spielberg, “Convoy – Trincea d’asfalto” di Sam Peckinpah, e numerosi altri film. Opere che il Lumière, su iniziativa del proprietario Giuseppe Gambina, propone per un mese, fino al 18 febbraio, in un carnet di proiezioni serali, nella Saletta Mèliés. Qui, la pittura di Salvo Catania Zingali, allo specchio col cinema, rende, lo scrive il curatore Salvatore Schembari, “quell’oltre visivo, fatto di nero su bianco, raffigurandolo con la classicità espressiva del vecchio cinema in bianco e nero”.

La Sicilia

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