Attualità Pozzallo 26/01/2014 14:35 Notizia letta: 2512 volte

A Pozzallo c’è il registro delle unioni civili

L’impegno del consigliere Rosa Galazzo
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Pozzallo - Il Comune di Pozzallo ha istituito il registro per le unioni civili. Lo ha fatto con recente determina sindacale con cui è stata recepita la proposta di deliberazione a iniziativa consiliare del capogruppo di Sel, Rosa Galazzo, approvata all’unanimità lo scorso 5 agosto.

Una pietra miliare per l’equiparazione dei diritti di tutte le coppie è stata posta dunque nella città marinara. E mentre a livello nazionale si discute su quanto l’iscrizione sul registro possa apportare in termini di diritti, auspicando che il Governo decida di esaminare i disegni di legge depositati, sta di fatto che il registro è un simbolo istituzionale. Aprirlo è un segnale per il governo, in attesa di una legge che riconosca pari diritti per tutti, soprattutto per chi non può sposarsi anche se lo vuole, come ad esempio i gay.

Soddisfatta per l’obiettivo raggiunto è il consigliere proponente Galazzo. “L’istituzione di un registro per le coppie di fatto – commenta – costituisce una svolta democratica poiché segna un approccio non discriminatorio nei confronti di tutti i cittadini, creando, per quanto possibile, le condizioni per rendere effettive le pari opportunità tra tutti i soggetti di diritto. Un Paese che si definisce democratico non può non porre al centro della sua riflessione politica l’uomo e i suoi diritti. Certo – aggiunge il capogruppo di Sel – siamo ancora lontani da una reale emancipazione civile e democratica. Si tratta di un primo passo che il Comune di Pozzallo, insieme ad altri prima di lui, ha mosso nella direzione della giustizia e dell’equità sociale al fine di sollecitare l’azione del legislatore nazionale. L’inerzia di quest’ultimo, infatti, è mortificante non solo per le coppie di fatto, ma per chiunque crede di vivere in uno Stato di diritto senza rendersi conto che il Parlamento ha rinunciato a legiferare, trovando più comodo delegare la giurisprudenza di legittimità che, peraltro, negli ultimi anni, ha mostrato considerevoli segni di apertura colmando le sue lacune”.

La consigliera di Sel, interrogandosi su cosa possa fare un Comune “di fronte a uno Stato che dorme”, ritiene fondamentale dare un segnale. “Si può lanciare un urlo che arrivi a Roma come segnale preciso, diretto a riconoscere il vincolo affettivo di fatto con un atto formale – dice -. Questo urlo sarà ancora più potente in considerazione del fatto che, di recente, molti Comuni italiani hanno creato una vera e propria piattaforma giuridica. Il registro per l’istituzione delle unioni civili rappresenta uno strumento valido e potente attraverso il quale l’ente comunale può perseguire i propri fini statutari senza violare le norme costituzionali e l’intero impianto legislativo nazionale. Certamente, non potrà sostituirsi allo Stato, unico organo deputato a legiferare in merito allo status delle persone, e quindi delle famiglie, ma – conclude - con atti amministrativi potrà senza dubbio ridurre il gap tra valore simbolico ed effettivo di questo strumento”.

Valentina Raffa