Cronaca Scicli 31/01/2014 00:45 Notizia letta: 3194 volte

Estradato dall’Interpol il cinese reo della morte dei migranti di Donnalucata

Deve fare 7 anni di carcere
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  Scicli - Deve scontare 7 anni e 6 mesi di reclusione, come deciso nel 2007 dalla Corte d’Assise di Siracusa, per avere procurato la morte di diversi connazionali durante lo sbarco di clandestini avvenuto nella notte del 29 novembre 2004 sulla spiaggia di Donnalucata. Il 32enne cinese Yi Lin è stato estradato in Italia da Malta, dove si trovava in carcere per lo stesso reato. Arrestato e processato nell’Isola dei Cavalieri, infatti, Lin ha scontato 9 anni di reclusione, al termine dei quali deve scontare la pena inflittagli in Italia.

A eseguire l’estradizione è stata la Polizia di Stato, Squadra Mobile di Ragusa, in piena sinergia con l’Interpol del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia e la Polaria di Fiumicino.

Da quanto emerso dalle complesse indagini condotte nel 2004 dalla Squadra mobile di Ragusa, Lin era il promotore e organizzatore di una stabile associazione transnazionale finalizzata a gestire l’immigrazione clandestina di cittadini cinesi verso l’Italia e altri paesi del Nord Europa, associazione operante a Malta e in Italia fino al 2005. Nello specifico, per gli inquirenti e i tribunali che lo hanno condannato, Lin, organizzatore di traversate da Malta alle coste iblee, con relativi sbarchi che hanno permesso l’ingresso illecito in Italia di centinaia di clandestini, ha pure messo in serio pericolo la loro vita. Il 4 e il 12 dicembre 2004 furono trovati a Donnalucata diversi cadaveri di cittadini cinesi.

Stando alle indagini della Squadra mobile, ciascuno dei clandestini avrebbe pagato 5mila euro. Il loro decesso avvenne a seguito dello sbarco del 29 novembre. Fu proprio Lin, secondo gli inquirenti, ad avere costretto i clandestini a gettarsi in mare, malgrado in parecchi non sapessero nuotare, al fine di evitare che l’imbarcazione si arenasse. Tra i naufraghi una donna, che fu salvata da due connazionali esperti nuotatori. È anche grazie alla sua testimonianza che è stata ricostruita la tragedia.

L’Autorità giudiziaria italiana durante la permanenza di Lin nel carcere maltese ha richiesto e ottenuto un mandato d’arresto europeo. Ci fu una temporanea consegna per la celebrazione del processo in Corte d’Assise. Poi Lin fu riconsegnato alla polizia maltese. Adesso il trafficante di vite umane sarà rinchiuso in carcere in Italia.

Come evidenziato dal dirigente della Squadra mobile, Antonino Ciavola, “il modus operandi del 2004 non è cambiato. Basti ripensare – dice - allo sbarco del 30 settembre al Pisciotto, che costò la vita a 13 eritrei, costretti a gettarsi in mare dai trafficanti di migranti”. 

Valentina Raffa