Cronaca Acate 31/01/2014 16:46 Notizia letta: 4002 volte

Rapina a una donna, di nuovo in carcere Giuseppe Sciortino

Recidiva
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Acate - Era stato tratto in arresto lo scorso 18 gennaio nella c.d. operazione “The Brothers” unitamente al fratello, poiché ritenuti responsabili a vario titolo di tentata estorsione, rapina, danneggiamento, minaccia e ingiuria commesse ai danni di 14 sacerdoti di altrettante parrocchie di Vittoria nel biennio 2012-2013. Stamane, i Carabinieri della Stazione di Acate hanno notificato, presso la Casa Circondariale di Ragusa, a Giuseppe Sciortino, vittoriese cl. 82, un’ulteriore “Ordinanza applicativa della custodia in carcere” emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari Dott. Claudio Maggioni, su richiesta del Sostituto Procuratore Dott. Marco Rota.

Questa volta lo stesso è ritenuto responsabile di essere l’autore di una rapina consumata in data 2 gennaio 2014 ai danni di una signora 55enne di Acate. Nello specifico, verso le ore 12.00 mentre la stessa mentre transitava in quel Viale Mazzini, era stata avvicinata da un giovane a volto scoperto a bordo di un vecchio ciclomotore che l’aveva afferrata per il braccio, strattonandola e spingendola, facendola infine rovinare a terra riuscendo a strapparle la borsa dalle mani da cui aveva poi asportato le 250 euro ivi contenute, prelevati dalla donna poco prima presso la Banca di Credito Cooperativo dei Castelli e degli Iblei sita in quella Via XX Settembre. Immediatamente i Carabinieri della Stazione di Acate erano intervenuti sul posto e, a seguito della precisa e dettagliata descrizione fornita dalla vittima, avevano individuato l’autore del reato traendolo in arresto, anche grazie al riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima. Pertanto, lo Sciortino era stato condotto presso la caserma del Comune biscaro da dove era stato successivamente condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’A.G. iblea. Il giorno seguente, 03.01.2014, la persona offesa aveva presentato presso la Procura della Repubblica di Ragusa una memoria nella quale dichiarava di essersi sbagliata sul riconoscimento effettuato essendo incorsa in un errore di persona giustificando il tutto con lo spavento, la confusione e il dolore avvertito per la caduta. Il Pubblico Ministero, seppur disponendo la liberazione immediata dello Sciortino, aveva immediatamente ritenuto sospetta la natura della ritrattazione, anche a fronte della sicurezza manifestata dalla donna in sede di ricognizione fotografica con l’aggiunta di particolari caratteristici come ad esempio un orecchino a forma di stella. A seguito di ulteriori accertamenti, disposti dal Sostituto Procuratore ed effettuati scrupolosamente dai militari della Stazione di Acate, venivano raccolti ulteriori gravi indizi di colpevolezza a carico dello Sciortino tale da convalidare le risultanze investigative iniziali, accertando nello specifico che la donna era stata oggetto di minacce unitamente al proprio nucleo familiare. Lo Sciortino Giuseppe continuerà quindi a permanere presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria davanti la quale dovrà rispondere questa volta del reato di rapina.

Redazione