Appuntamenti Bologna 01/02/2014 20:43 Notizia letta: 5276 volte

Attorno a Vermeer. Guccione, Colombo, Polizzi, Puglisi, Sarnari, Zuccaro a Bologna

I volti, la luce, le cose
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Bologna - Una contiguità fondamentale col reale, con le tramature di vita raccontate dalle tramature di stoffe e pieghe di interni domestici, di personaggi e cose impastati di verità, eppure catapultati in atmosfere letterarie, di una narrativa sostanziata di silenzi, della poetica ineffabile dell’indicibile, in un gesto, in uno sguardo, in un rito antico che si ripete quotidiano. Quali infinite suggestioni restituisca l’opera di Vermeer è difficile dire, come difficile è la comprensione piena del corpus prezioso dell’opera del massimo pittore olandese del XVII secolo.

Oggi si fa il conto alla rovescia per un evento nazionale che porterà a Bologna il fascino assoluto della celeberrima “Ragazza con l’orecchino di perla”, in una esposizione curata da Marco Goldin e pensata a Palazzo Fava.

A questa esposizione Goldin ha accompagnato una ulteriore mostra, disegnata al secondo e al terzo piano della medesima sede, il bolognese Palazzo Fava, occasione di dialogo tra la pittura contemporanea italiana e l’eccellenza artistica secentesca: “Attorno a Vermeer. I volti, la luce, le cose”. Etichetta che trasparente dice la conversazione stuzzicata da Goldin verso l’estro di ventisei pittori italiani, che, lungo cifre variegate, porteranno quattro opere che costituiscano un omaggio e insieme una lettura del magistero vermeeriano.

A tale intrigante incontro di epoche, parteciperanno diversi artisti che appartengono al cosmo ibleo o che gravitano attorno ad esso, in qualità di esponenti del Gruppo di Scicli. Firma nazionale quella di Piero Guccione, che a Bologna sarà con un felicissimo pastello dell’ ’86, “Piccola veduta di Delft”. Con lui, Franco Sarnari, che si cimenta nel versante recente della sua produzione delle Cancellazioni, Franco Polizzi che ha interpretato quattro lavori vermeeriani, continuandoli nelle atmosfere ma ‘traducendoli’ esteticamente, sospendendoli in una atemporalità nuova, Giuseppe Colombo, che di Vermeer ha captato e magnificato i silenzi, Giuseppe Puglisi che immerge il ‘suo’ Astronomo in eleganti blu di velluto, Piero Zuccaro, che sfalda e ricompone sapiente le atmosfere calde di un celebre interno.

Il prestigio della kermesse è enorme, se solo si consideri che Bologna rappresenta l’unica tappa europea di una mostra che ha portato in cinque sedi, due del Giappone e tre statunitensi, una parte della collezione del Mauritshuis dell’Aja, che custodisce, tra gli altri, gioielli unici firmati da Vermeer. Ai visitatori, dall’8 febbraio al 25 maggio, sarà quindi dato modo di lasciarsi ammaliare dalla luce inarrivabile declinata da Vermeer nelle sue opere, dal quel volto di ragazza che ruota con la luce, che ammicca con seduzione candida e al contempo magnetica, portata dal luminismo splendido caricato sul quel particolare prezioso della perla.

Elisa Mandarà
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