Attualità Ragusa 03/02/2014 17:17 Notizia letta: 5224 volte

AAA, Ragusa, vendesi chiesa del Seicento, iscritta Patrimonio Unesco

A ’Bbammina
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Ragusa - Spulciando tra le offerte delle ormai tantissime agenzie immobiliari della città, ci siamo imbattuti in un annuncio a dir poco sorprendente. L’offerta è presentata in maniera identica alle altre. In una si offre “villetta a pochi metri dal mare”, in un’altra “appartamento singolo zona Cappuccini”, e in questo, molto semplicemente “Chiesa”. Proprio così, basti osservare l’immagine che riportiamo in uno all’articolo.

Ci sono una foto dell’insieme ed altre tre di altrettanti dettagli della costruzione, e poi di seguito una serie di descrizioni dell’immobile in vendita: “Sita in via Ottaviano, l’arteria che collega Ragusa Superiore ad Ibla, ... edificata intorno al 1650, è uno dei pochi edifici ad aver superato il terremoto del 1693..... presenta una pianta centrale ornata da tre portali... di circa 160 mq è dotato di un piccolo aggrottato... classe energetica ......”. Nel testo che descrive l’immobile, è poi possibile leggere, ma non in evidenza particolare, la seguente frase: “Questo immobile è iscritto nelle lise dei beni patrimonio dell’Unesco”.

Si tratta della chiesa della Madonna dei Miracoli o della Madonna con il Bambino, che però tutti i ragusani chiamano “A Bbammina”. Un tempio cristiano costruito prima del terremoto dell’11 gennaio 1693 (e ad esso resistita, se non unica tra le pochissime chiese dell’area iblea), sconsacrato da tempo, già nel 1928 lo storico locale Eugenio Sortino Trono la indicava come “camera mortuaria”. Forse costruita dai Marchesi La Restia, “A Bbammina” è particolare anche per la sua pianta ottogonale e la sua posizione, addossata alla roccia della collina di Ibla e sul ciglio di una antichissima strada di recente diventata la “Panoramica del Parco”.

Altrettanto recentemente accanto alla chiesa è stato costruito un ristorante. Quanto ci chiediamo adesso è: possibile che un bene dell’Umanità possa essere messo in vendita come un qualunque altro palazzotto ragusano? Sì, è possibile. Perché quella chiesa di Ibla sarà anche un bene dell’Umanità, ma formalmente è un bene privato (sono tante le chiese, i conventi e i monasteri italiani che nel 1866, con le celebri “leggi eversive” furono incamerate dal patrimonio del neonato stato unitario che poi li rivendette ai privati e sovente anche agli stessi ordini religiosi che ne erano stati i proprietari). Pertanto, il proprietario può anche venderla.

Una seconda domanda ci poniamo: se è legittimo – e quindi possibile - vendere una chiesa che si ha nel proprio privato patrimonio immobiliare, come è possibile che la vendita diventi fatto pubblico con tanto di avviso su una rivista specializzata e non sia ancora intervenuto il Comune di Ragusa, o la Soprintendenza per la Provincia, o la Provincia medesima (ma esiste ancora oppure no?), o la Diocesi di Ragusa a rilevare subito il bene?

Appare evidente il rischio che si corre nel mettere in vendita, come fosse un terreno a Cilonia o un garage in via San Francesco, una chiesa. E per sopramercato un bene dell’Umanità da dodici anni inserito nell’elenco dell’Unesco. Se a comprarlo dovesse essere il privato o l’associazione che lo destinerà ad un uso pubblico e possibilmente consono (un museo, una sala espositiva, un auditorium, la sede di una nobile istituzione con finalità sociali et cetera), non sarebbe così male (sempre meglio che tenerla chiusa o usata come magazzino). Ma se a sborsare gli euro necessari al suo acquisto fosse il privato che ne farà una discoteca o un negozio di borse, si comprende bene come il danno “sociale”, insieme a quello storico-architettonico sarebbe enorme.

 

Saro Distefano
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