Cronaca Chiaramonte Gulfi 04/02/2014 11:49 Notizia letta: 4223 volte

Ladro di rame muore folgorato da scarica elettrica

Un rumeno di 24 anni
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Chiaramonte Gulfi - Durante la notte, incurante dell’umidità causata dalle abbondanti piogge di questi giorni, era andato insieme a quattro suoi connazionali a rubare i cavi dell’alta tensione nelle campagne tra Quaglio e Roccazzo.  E’ morto durante un tentativo di furto il rumeno Marius Grosu, rumeno di 24 anni, residente a Chiaramonte Gulfi in Contrada Roccazzo. Con quattro suoi connazionali, verso la mezzanotte scorsa si era recato nelle campagne per portare a segno il solito furto dei cavi dell’alta tensione.

Sul luogo, dopo aver predisposto le scale di legno e un attrezzo che è dotato di una corda e viene utilizzato per mettere in corto circuito i cavi in modo da fare saltare la corrente, Grosu è rimasto vittima di una scarica che lo ha colpito nonostante le precauzioni: un palo di legno ed un attrezzo con una corda che di solito, se non è bagnata o umida, non conduce energia elettrica.  Uno dei suoi connazionali ha tentato di rianimarlo per parecchi minuti sino a quando il resto dei complici ha rintracciato un altro rumeno, estraneo al furto, che si è portato sul posto con un’ auto per prelevarli e portarli al pronto soccorso.  I 5 ladri, infatti, avevano raggiunto la campagna dove dovevano perpetrare il furto con un’auto condotta da uno di loro, che si era allontanato dal posto per non essere visto e che li avrebbe raggiunti a colpo concluso.  Poiché però il complice, avvisato dell’incidente, non intendeva ritornare a prendere il ferito, i rumeni decidevano di rintracciare l’altra persona per poter portare il malcapitato. Il ferito è giunto al “Regina Margherita” dove i medici hanno tentato di rianimarlo, ma senza riuscirvi considerato a causa del tempo trascorso dal momento in cui era stato colpito dalla scarica elettrica, almeno 20 minuti. Lo stesso personale del nosocomio comisano ha quindi avvisato il locale Commissariato. Una volante si è recata immediatamente al “Regina Margherita” ed i poliziotti hanno iniziato ad escutere i tre rumeni presenti i quali riferivano che il loro amico era rimasto folgorato in casa.  Le dichiarazioni, però, erano evidentemente contrastanti tra loro pertanto venivano inviati altri poliziotti al fine di sentire accuratamente i tre uomini e condurre le indagini.
Si accertava quindi che i quattro con un quinto complice, l’autista dell’auto, si erano recati in quelle campagne per commettere un furto di cavi elettrici e veniva ricostruito l’esatto scenario dei fatti.  Sentiti per tutta la notte i tre alla fine indicavano anche il nome del loro complice che aveva condotto l’auto e che si era rifiutato di tornare per soccorrere l’amico.  Veniva interrogato anche l’autista che aveva condotto i quattro in ospedale, il quale confermava la versione ricostruita, rimanendo estraneo al furto.  I quattro complici del morto, considerata la trascorsa flagranza, sono stati denunciati in stato di libertà per tentato furto aggravato in concorso; si tratta di  G. D., 28 anni, L. M. I., 27 anni, D. A., 32 anni, e B.E., 21 anni, tutti rumeni.

Il Magistrato di turno ha disposto l’ispezione cadaverica che è stata effettuata nella stessa mattinata di oggi nella sala mortuaria dell’ospedale di Comiso. L’esame confermava la morte di Marius Grosu per folgorazione.

 

Redazione
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