Cronaca Ragusa 04/02/2014 12:38 Notizia letta: 6703 volte

Ragusa, chiusa la seconda casa di piacere, in pochi giorni

300 euro per una stanza e un bagno. A prestazione
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Ragusa - La Squadra Mobile e la Squadra Volanti della Polizia di Stato di Ragusa, in piena sinergia, hanno individuato e chiuso un’altra casa d’appuntamenti in Corso Italia nel capoluogo ibleo.  Dopo i sigilli apposti in Via Solferino, la Squadra Mobile ha fatto luce su diversi “insospettabili” che lucravano sulla prostituzione di donne e uomini, prevalentemente extracomunitari sudamericani.  Gli investigatori, qualche giorno fa, dagli accertamenti catastali hanno individuato il proprietario dell’immobile di Via Solferino, che si è detto estraneo e di non sapere che all’interno dei suoi immobili venivano gestiti dei “bordelli”. L’uomo è stato sul momento sanzionato perché non aveva stipulato ed ovviamente registrato il contratto di locazione ed inoltre un’altra sanzione gli era stata inflitta perchè non aveva denunciato al Questore, quale Autorità di Pubblica Sicurezza, la presenza di extracomunitari nei suoi appartamenti.

Dall’attività di Polizia Giudiziaria compiuta nei giorni scorsi in Via Solferino, è stato possibile appurare l’identità di tre insospettabili, che gestivano anche  un altro palazzo (sempre dello stesso proprietario) in Corso Italia, tanto che ieri sera intorno alle 20 scattava un altro blitz ad opera degli Agenti della Squadra Mobile, con 6 unità, e della Squadra Volanti, con tre equipaggi.
Due coniugi brasiliani commercianti (G.D.S. j.s. di 37 anni, e B.D.S. v. di 35 anni) ed un corriere ragusano (L.M. di 33 anni) avevano avviato una vera e propria gestione di case a luci rosse.
Il modus operandi era il seguente: contattavano il proprietario (compiacente) dell’immobile ed affittavano tutto il palazzo con i 5 miniappartamenti, poi telefonavano alle prostitute di altre città reperibili su siti internet specializzati ed offrivano loro le alcove con locazioni settimanali molto onerose (300 euro per una stanza ed un bagno). Il giro d’affari era elevato considerato che avevano sempre il “tutto esaurito” con trans e prostitute che tentavano di prenotare una stanza, considerato che Ragusa è una buona piazza, tanto da arrivare a 5.000 euro mensili.
Dal controllo emergeva che nel palazzo di Corso Italia (che si sviluppa su 3 livelli), vi erano 5 appartamenti tutti occupati. All’interno vi erano tre prostitute, due brasiliane ed una ecuadoriana ed un transessuale brasiliano trovato questo in compagnia di un cliente vittoriose, in pratica vi era la disponibilità per ogni gusto sessuale. Gli uomini e le donne che si prostituivano hanno un’età che va dai 35 ai 45 anni ed il guadano giornaliero era di circa 1500 euro, per prestazioni che andavano da 50 a 150 euro.
È stato possibile appurare che i soggetti dediti alla prostituzione erano in possesso di un regolare permesso di soggiorno e che non vi era alcuna costrizione nella loro attività di meretricio, ma è stato accertato che tre erano coloro che favorivano il loro “lavoro”. I due coniugi fornivano assistenza anche di tipo linguistico considerate le loro origini, quindi chi voleva “lavorare” a Ragusa aveva un punto di riferimento nei connazionali, loro avevano le chiavi di tutti gli appartamenti ed andavano a riscuotere settimanalmente con pagamento anticipato; il tutto veniva annotato su un taccuino oggetto di sequestro da parte della Polizia che lo produrrà come prova. Il corriere ragusano si occupava di procurare gli immobili e contattare attraverso i siti internet specializzati le donne al fine di farle prostituire offrendo loro un “servizio” di assistenza su Ragusa, diventando un vero e proprio punto di riferimento così come appurato dalle indagini.
Inoltre il giovane corriere ragusano al fine di non apparire in alcun modo nella gestione delle case, aveva stipulato un contratto di locazione in nero fornendo un nome di fantasia al proprietario ed a nome del suo ex datore di lavoro (anch’egli ignaro) vari contratti di fornitura di energia elettrica, in quanto era in possesso di una copia della sua carta d’identità; per questi fatti reato è stato denunciato per falso e sostituzione di persona.
“La Polizia di Stato continua incessantemente la sua opera di prevenzione e repressione di ogni tipologia di reato o comportamento illecito, confidando nelle segnalazioni al 113, dei cittadini residenti nel centro storico, ricordando che gli uffici della Squadra Mobile sono sempre a disposizione delle vittime di reato o di chi ha testimonianza di fatti illeciti”.

Redazione