Attualità Ragusa

Aste giudiziarie, sit in di protesta a Ragusa

Di Altragricoltura

Ragusa - Sit in contro le aste giudiziarie a Vittoria. Forconi, Altragricoltura, imprenditori nella morsa della crisi.

Tutti insieme, giovedì mattina, sono scesi in piazza per protestare contro il sistema delle aste giudiziarie. Mariano Ferro e i componenti del suo movimento, Altragricoltura con il suo presidente Gaetano Malannino e Maurizio Ciaculli. Ma ancora, l’imprenditore vittoriese, Angelo Giacchi, recentemente agli onori della cronaca per la protesta avviata contro il sistema delle aste giudiziarie e il marcio che c’è dietro. Insieme hanno voluto far sentire la loro voce; un modo per ribadire il dissenso verso un governo che non vuole ascoltare la disperazione  del popolo. Motivo per cui, ieri mattina, si sono riuniti in piazza Italia: da quella piazza riparte la battaglia; da quella piazza nasce il primo comitato contro le aste giudiziarie.  “La politica – dichiara Gaetano Malannino di Altragricoltura – continua ad essere sorda alle reali esigenze del popolo. Questo vuol dire che su alcune questioni messe in campo, dovremmo sbrigarcela noi. Avevamo detto che la prima cosa da fare era il blocco delle aste. In un momento di crisi come questo – ribadisce – era il primo punto all’odg della vertenza. Invece no. I giudici amministrano ingiustizia, stanno regalando i nostri patrimoni alla criminalità organizzata. A questo punto  - aggiunge Malannino – annunciamo che si è costituito un comitato contro le aste. Ci autodenunciamo per turbativa d’asta: noi adotteremo la difesa ad oltranza dei nostri beni”. Intanto, Mariano Ferro dei Forconi fa presente che questa volta la protesta è stata pensata in maniera diversa, in modo responsabile. Nessun blocco, nessun danno all’economia isolana: una protesta pacifica ma incisiva. “Ancora una volta  siamo qui per parlare di aste giudiziarie – dichiara Mariano Ferro  -. Vorremo che qualcuno a Roma prendesse in considerazioni il primo punto delle nostre rivendicazioni: cioè, quello di bloccare tutta questa macelleria sociale che non riguarda solo la provincia iblea ma tutto il Paese.  Il problema – precisa  -  è che nessuno ci vuole ascoltare. A questo punto chiediamo di incontrare il prefetto di Palermo per fare presente la situazione e il modo in cui siamo trattati. Noi stiamo agendo in maniera responsabile. Non ci siamo mossi anche perché ci sono delle ordinanze prefettizie che ce lo impediscono ma se la risposta è la repressione, allora non ci siamo”. Da Vittoria, dunque, riparte la protesta. 

http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1512997998-3-pirosa.gif