Attualità Ragusa 08/02/2014 14:27 Notizia letta: 1982 volte

Teatro Concordia, la storia infinita

Terreno di scontro político
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Ragusa - Avrebbe dovuto essere un tavolo tecnico aperto al pubblico il dibattito, moderato da Turi Iudice, tenutosi giovedì 6 febbraio presso la sala Ideal della Sovrintendenza di Ragusa tra l'ingegner Aldo Baldo, responsabile del progetto di recupero dell'ex Teatro Concordia, e i molti cittadini che si sono mostrati interessati alla questione. Come invece era prevedibile si è trasformato in una seduta di consiglio comunale extra moenia, grazie all'attiva presenza, più volte auspicata nel corso di incontri precedenti, di una voce appartenente alla parte politica che attualmente amministra la città. «Lo sapete tutti che il cinema Marino è un capannone in cemento armato?» è la provocazione del consigliere Spadola, che ha riportato il discorso su questioni tra il tecnico e il politico a proposito della eventuale demolizione dell'immobile, delle caratteristiche interne, della rispondenza al piano particolareggiato e della posizione interna dei pilastri in cemento armato. Tutte questioni tecniche già risolte e rese di pubblico dominio in più occasioni, secondo la spiegazione di Baldo.

«Mi si può dire facciamolo diverso, perchè questo non funziona -è la risposta piccata del progettista - ma prima mi si deve dimostrare perché questo non funziona». A bloccare i lavori nel 2011, concordano i tecnici Baldo e Giaquinta, è stato un vero e proprio «muro» alzato dall'uffico tecnico comunale: se ciò non fosse avvenuto, sottolinea Giaquinta, «l'opera sarebbe stata cantierabile nel dicembre del 2011, e oggi discuteremmo del cartellone da mettere in scena» e, aggiunge Baldo «avremmo risparmiato un prezziario 2013 che ha aggiunto 300.000 € alla cifra prevista».

Una vera bagarre è poi sorta in merito all'ormai notissima questione della servitù di passaggio attraverso il cortile interno dell'adiacente Hotel La Badia, che figura nel quadro economico come realtà già acclarata, da ricompensare al proprietario con la somma di 10.000 euro.

Stando a quanto più volte ribadito dallo stesso Baldo e dall'ex assessore Giaquinta l'accordo, seppur verbale, esiste e apre la possibilità di una collaborazione tra le due strutture attigue. La domanda circa la disponibilità dell'albergatore a stipulare e firmare un contratto scritto che ufficializzi la servitù di passaggio continua a rimanere inevasa, e ad essere il principale argomento di dissapore tra maggioranza e opposizione sul tema della fattibilità del teatro. «Che l'amministrazione si informi personalmente!» invita accorata l'ex assessore Migliore. Ma finora pare che nessuno abbia posto in prima persona la domanda al diretto interessato, e pertanto la risposta rimane lì dove giace da anni. Nel pantano delle decisioni non prese e dei giudizi facili spacciati un tanto al chilo, nel quale è ormai indubbio che ai ragusani, dentro e fuori dai palazzi, piace intrattenersi.

La Sicilia

Amelia Cartia