Economia Ragusa

Si ferma l’estrazione del petrolio ragusano, in Enimed è sciopero

Querelle sulle autobotti

Ragusa - I segretari generali confederali di Cgil, Cisl e Uil sono fortemente preoccupati per quel che sta accadendo al centro oli Enimed di Ragusa, visti gli incomprensibili atteggiamenti discriminatori da parte aziendale nei confronti dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali. "La decisione unilaterale da parte di Enimed di affidare a terzi la gestione del carico delle autobotti di petrolio nella centrale di Ragusa e la conseguente pratica del rilascio autorizzazione di trasporto del greggio, senza consultazione e intesa sindacale, ci lascia veramente basiti. Un comportamento del tutto atipico per la società di estrazione e produzione controllata da Eni, che si è sempre distinta nel tempo per aver offerto al territorio buona e garantita occupazione e soprattutto rispetto delle regole contrattuali, sociali e politiche".

I segretari generali confederali in un documento unitario criticano in modo deciso il comportamento di enimed dichiarando all’unisono che per “Una riorganizzazione della centrale oli di Ragusa che avrebbe potuto trovare facile e semplice soluzione al tavolo del confronto sindacale e che oggi, per la prima volta nella storia delle relazioni industriali di Eni, vuole essere applicata d’imperio e con prepotenza da parte aziendale. Soprusi decisionali, questi, che non risolvono certamente i problemi ma, anzi e per assurdo, rischiano di inasprire i rapporti coi lavoratori e col territorio della Provincia di Ragusa che, da più di mezzo secolo, ha consentito ad Eni lo sfruttamento del proprio sottosuolo per le attività note di estrazione e produzione petrolio.

Il tutto senza coinvolgimento delle parti sociali e, nel particolare, escludendo in modo arbitrario il confronto con il sindacato ragusano.

È inspiegabile, infatti, - affermano i tre segretari di CGIL, CISL e UIL- “che Eni sfrutti le risorse minerarie del Comune di Ragusa, con royalties e compensazioni ambientali versate a Ragusa per poi intrattenere relazioni sindacali e d’impresa in modo esclusivo con il territorio di Gela. Enimed, inoltre, ha cancellato definitivamente l’imprenditoria specializzata ragusana dalle prestazioni dei servizi collegati alle attività produttive del centro oli di Ragusa: il conferimento degli appalti per la gestione delle produzioni di Ragusa avviene, infatti, da dieci anni a questa parte solo per imprese extra-territoriali che occupano in modo esclusivo maestranze forestiere”.

La denuncia da parte del sindacato ragusano è netta, la reiterata discriminazione ed emarginazione da parte di Enimed nei confronti del territorio è –come evince dal documento unitario- “l’ennesimo scippo perpetrato nei confronti della provincia di Ragusa, espropriata, oggi, anche dalla tutela delle risorse del proprio sottosuolo”.

Per CGIL, Cisl e UIL occorre “mettere mano con assoluta immediatezza al ripristino delle regole, a partire dal riordino delle relazioni sindacali territoriali, nella piena applicazione del protocollo relazioni industriali di categoria del 26 maggio 2011, con la pretesa di un tavolo di confronto territoriale e di sito. Infatti è per questo che le segreterie confederali genrali difendono con fermezza la decisione di proclamazione di due giornate di sciopero con fermata degli impianti di produzione di Ragusa -proclamato dalla RSU dal 12 al 14 Febbraio”.

La triplice diffida Enimed dal mettere in campo azioni gestionali che potrebbero essere ricondotte a comportamenti antisindacali e chiede l’intervento urgente del rappresentante del Governo a Ragusa.

http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1512997998-3-pirosa.gif