Attualità Ragusa 09/02/2014 15:35 Notizia letta: 3256 volte

Vendesi chiesa, veduta panoramica, ampia veranda, doppi servizi. Astenersi perditempo

Il Comune la compra
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Ragusa - Se son rose fioriranno. Intanto quello di ieri è stato un incontro definito “molto proficuo” in merito alla possibile acquisizione da parte del Comune di Ragusa della chiesa della “Bbammina” di Ragusa Ibla.

“Ho riscontrato grande disponibilità – dice S.D., il proprietario del prestigioso immobile – da parte del sindaco Piccitto e dell’assessore Martorana. Hanno voluto vedere la chiesa e c’è un interesse forte all’acquisizione da parte dell’ente comunale. Per quanto mi riguarda, a questo punto, ho stoppato tutte le altre trattative private, di comune accordo con l’Amministrazione, dato che la priorità d’acquisto è ovviamente loro”.

Bocche cucite, invece, da parte dell’amministrazione comunale. L’assessore al Bilancio Stefano Martorana dichiara soltanto che “approfondiremo la questione nei prossimi giorni”.

Quello di ieri, ovviamente, non è stato che il primo degli incontri, al quale, soprattutto se l’interesse che è stato manifestato dall’ente di palazzo dell’Aquila dovesse tramutarsi in una proposta reale, ne seguiranno ovviamente degli altri. E’ chiaro che le parti avrebbero già raggiunto un accordo di massima su un prezzo che, ovviamente, dovrà essere ancora limato e perfezionato.

La chiesa di Santa Maria dei Miracoli, secondo la tradizione, venne edificata intorno alla metà del XVII secolo,  fuori dal recinto urbano della città, in seguito al rinvenimento di una immagine della Madonna col Bambino, forse appartenente ad un oratorio rupestre di culto greco, dell'epoca bizantina o, più probabilmente, tardo-medievale. Il ritrovamento della sacra Immagine, come spesso avveniva, fu considerato dalla popolazione un evento prodigioso, per cui si decise di costruire un tempio in onore della Madonna, che venne ben presto realizzato con il concorso di tutta la città.

Fu acquistata dal padre dell’attuale proprietario che, all’inizio degli anni ’50 rilevò l’immobile già sconsacrato dalla curia. Tra cambi e ricambi di amministrazioni, locali, provinciali e regionali, proposte d’acquisto e interlocuzioni, si arriva ai giorni nostri, con la decisione del proprietario di vendere l’immobile che, tra manutenzioni e pulizia, ha un costo non indifferente.  

Michele Farinaccio