Attualità Ragusa 10/02/2014 16:57 Notizia letta: 3818 volte

La Fornace di Pisciotto? Diventi Parco della Cultura

Una proposta dell’ex senatore Scivoletto
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Scicli - Per quanti non lo sapessero ancora, la Fornace Penna di contrada Pisciotto a Sampieri è proprietà privata.

Da questo assunto discendono una serie di conseguenze. Nonostante i vincoli, l’elemento affettivo nei confronti della maggiore emergenza architettonica della costa iblea, l’unica leva azionabile per la salvaguardia del monumento è una perizia in danno da parte della Sovrintendenza di Ragusa, che intimi ai proprietari di mettere in sicurezza il manufatto, e, in caso di loro inerzia, un intervento sostitutivo della stessa Sovrintendenza. Servirebbe anche il ripristino del finanziamento regionale, ottenuto una decina d’anni fa dall’allora deputato regionale Iano Gurrieri, per rendere più semplice tutto ciò.

Fra le iniziative che si registrano, in termini di appello e proposte, c’è quella della professoressa Maria Grazia calabrese, e del marito, l’ex senatore Concetto Scivoletto. “La nuova Fornace diventi Parco Mediterraneo delle arti e della cultura”.

Scrivono i due: “La Fornace Penna di Sampieri, esemplare suggestivo di archeologia industriale, elemento simbolico della nostra identità territoriale, luogo della memoria e del vissuto di intere generazioni, diventa sempre più piccola e fragile, ferita gravemente dall’azione del tempo e ancor più dall’inazione dell’uomo e delle istituzioni.

Servono interventi urgenti per bloccare i processi degenerativi in atto e scongiurare cedimenti irreparabili, come il crollo della ciminiera e di parte della struttura perimetrale.

 Bisogna salvarla! E non solo denunciando la cieca indifferenza della proprietà e la colpevole inerzia dei pubblici poteri, ma anche mobilitando le forze vive della società civile, locale e nazionale. Una vasta azione di sensibilizzazione è indispensabile per sostenere il progetto di salvaguardia del nostro “stabilimento bruciato”, di cui auspichiamo la ristrutturazione e, contestualmente, la trasformazione in una Nuova Fornace in grado di produrre idee, arte e cultura. Pensiamo a uno spazio aperto a tutte le espressioni artistiche locali, nazionali e internazionali - installazioni, mostre, teatro, cinema, musica; uno spazio culturale polivalente, dotato di laboratori, di residenze per gli artisti, di una rete moderna di servizi da creare attorno alla struttura principale. Una vera e propria palestra di scambi multiculturali.

 La sfida è altissima! In un paesaggio unico al mondo, questa cattedrale che si affaccia sul Mediterraneo, protetta dai campi di carrubi e circondata dalle città barocche del Val di Noto, diventerebbe punto di riferimento per gli artisti di tutto il mondo, un vero e proprio “parco mediterraneo delle arti e della cultura”, nonché leva formidabile per un salto di qualità nei processi di crescita generale del nostro territorio.

Perché tutto ciò si realizzi, è necessario un impegno straordinario – e finanziario e culturale - delle istituzioni pubbliche (Unione Europea, Stato, Regione, Sovrintendenza e Comuni, a partire da Scicli) e di soggetti privati (sistema bancario, imprenditori e professionisti illuminati, fondazioni e associazionismo culturale, FAI, artisti, intellettuali e tecnici)”.

Cosa propongono i coniugi Scivoletto?

“La nostra è una proposta è una proposta aperta. Ci aspettiamo che, anche attraverso un concorso internazionale di idee, vengano avanzate altre ipotesi progettuali.

Riteniamo comunque fondamentale l’impegno ideale di tutti, anche di noi singoli cittadini, disposti da subito a “mettere un mattone” per edificare dal basso la Nuova Fornace, luogo simbolo del territorio ibleo e spazio creativo della comunità internazionale”.

Intanto però, servirebbe l’ordinanza della Sovrintendente, per costringere i privati a intervenire. Le mareggiate dei giorni scorsi hanno tempi di corrosione ben più stringenti di quelli di un concorso internazionale.

E l’azione politica andrebbe condotta a livello locale presso l’organo che ha tutte le responsabilità del caso. C’è per la verità un altro livello di responsabilità, che è proprio del Comune, che ha il compito di emettere ordinanza per la messa in sicurezza dei luoghi ai fini della pubblica incolumità. I proprietari della Fornace hanno a suo tempo posto una rete di recinzione per impedire agli estranei di entrare. La rete è stata bucata, e l’accesso al sito, estremamente pericoloso (a qualcuno potrebbe cadere un masso in testa), è ora possibile. 

Foto Andrea Scollo

Redazione