Cronaca Ispica

Ispica, arrestati due giovani ladri pozzallesi

Santino Agosta e Daniele Puzzo

Ispica - La scorsa notte, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Modica, nel corso di un servizio perlustrativo di controllo del territorio, hanno proceduto all’arresto in flagranza, per il reato di furto aggravato in concorso, di Santino Agosta, classe ’88, operaio pozzallese, incensurato e di Daniele Puzzo, classe ’95, pozzallese, nullafacente e censurato.

In particolare, intorno all’una di questa notte, la pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Modica, transitando in Contrada Cugni ad Ispica per il normale servizio di controllo del territorio, notava un giovane con atteggiamento sospetto che, con la propria autovettura, era fermo davanti al deposito giudiziale di una autocarrozzeria.

Considerata l’ora e la presenza sospetta del giovane in quel luogo, i militari dell’Arma procedevano all’immediato controllo e, non sapendo il ragazzo giustificare la sua presenza vicino all’autocarrozzeria, veniva sottoposto a perquisizione personale e veicolare.

Nell’occasione, i Carabinieri rinvenivano, nascosti all’interno dell’auto del ragazzo, alcuni oggetti atti allo scasso nonché alcuni pezzi meccanici di ciclomotori smontati.

Durante le operazioni di perquisizione, i militari dell’Arma notavano un altro giovane che usciva dalla carrozzeria e pertanto lo sottoponevano a controllo trovandolo in possesso, nascosto sotto il proprio giubbotto, di un chiave giratubi utilizzata per asportare i pezzi dei ciclomotori.

Vistisi scoperti, i due giovani ammettevano di aver scavalcato il cancello del deposito giudiziale e di aver asportato alcuni pezzi meccanici dal ciclomotore di proprietà del Puzzo, in custodia giudiziale presso quella autocarrozzeria poiché sequestrato il 31.12.2013.

Al termine degli accertamenti, i Carabinieri dichiaravano in arresto i due ragazzi pozzallesi con l’accusa di furto aggravato in concorso e possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso e pertanto, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura di Ragusa, venivano accompagnati presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari. 

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