Attualità Ragusa 12/02/2014 12:52 Notizia letta: 2085 volte

Ion non fumo. Il vizio, e l’invidia

E il cinismo
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Ragusa - Mai fumato in vita mia. E però ho altissima considerazione per i fumatori: comprendo il loro disagio quando, costretti dalla legge, dalle situazioni, dalle contingenze, non possono accendere la bionda ed aspirare quel balsamico fumo (psicologicamente, chè per i polmoni e l’organismo tutto è puro veleno, come ormai consolidato da tutta la letteratura medica). Comprensione che mi permette di tollerare l’amico che mi fuma accanto laddove è permesso (oramai, di fatto, soltanto all’aria aperta), e nello stesso tempo di redarguire, senza timore alcuno, chiunque accenda la sigaretta laddove non è permesso o anche solo inopportuno (per esempio, all’aperto ma in prossimità di bambini). Insomma, per chi fuma nutro sentimenti misti di tolleranza, comprensione e pena. Il fumatore, specie quello accanito da quaranta sigarette al giorno, è a tutti gli effetti uno schiavo, della sigaretta.

Ma di recente ho potuto registrare un altro tipo di fumatore, quello cinico. Cinismo che si manifesta però solo in una precisa e confinata situazione: quando il “collega” fumatore – sia esso amico, conoscente, familiare o collega d’ufficio - smette (o tenta di smettere) di fumare. Il poveretto che tenta disperatamente di rinunciare evitando le sigarette è contento, contentissimo, qualche che sia il metodo utilizzato per smettere (di questi tempi il più involontariamente utilizzato è “indotto” dai malanni di stagione, su tutti il male alla gola e la tosse). E che sia contento e felice va gridandolo ai quattro venti: “sto provando, sono quindici giorni che non fumo, e già mi sento meglio”. Detto con sincera felicità e malcelata preoccupazione (“potrò farcela? ci riuscirò davvero? e intanto la boccata di fumo mi manca. Ma debbo resistere”).

In questo suo percorso di guerra contro se stesso ed il suo cervello che richiede la nicotina, il povero fumatore che tenta di sganciarsi dalla categoria deve affrontare molti nemici, altrettanti ostacoli. Su tutti se ne erge uno, spietato, ovvero il già citato fumatore “cinico”. Quel fumatore che, amico del quasi “ex” fumatore, guarda con sincera invidia al tentativo – quasi riuscito dell’amico (mai dire mai! Sappiamo di ex-fumatori che hanno ripreso il vizio dopo decenni dall’ultima sigaretta, diventata purtroppo penultima), e se ne compiace. Ma scatta, quasi sempre, un meccanismo che in psicologia si chiama molto semplicemente invidia. La sana e pura invidia nel vedere chi (e a maggiore ragione se amico) riesce dove io non riesco. Ed ecco che alla allegra comunicazione dell’amico: “sono felice, da tre settimane non fumo!” scatta sadica la risposta: “sono contento per te ma voglio dirti (e lo dice nel mentre tira fuori dalla tasca/borsetta il pacco di merit) che mio cugino aveva smesso per tre mesi, e poi ha ripreso”. E parte la fiammella del bic (del Dupont per i fumatori ricchi).

Saro Distefano