Cronaca Ragusa 12/02/2014 11:41 Notizia letta: 3485 volte

Giardiniere modicano coltivava droga nella diga di Santa Rosalia

Un 32enne
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Ragusa - I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ragusa hanno identificato e denunciato una persona ritenuta responsabile della coltivazione delle dieci piante di cannabis indica che erano state trovate due mesi or sono sopra la diga di Santa Rosalia. I carabinieri avevano trovato dieci grossi vasi di plastica contenenti altrettante piantine di canapa indiana della varietà “moby dick” un nuovo tipo di cannabis che produce un’“erba” molto più potente di quella tradizionale, arrivando a superare il 20% di principio attivo. Il coltivatore, denunciato alla procura della Repubblica di Ragusa, è un trentaduenne modicano,  di professione… giardiniere. E forse proprio questa sua passione, questa sua propensione al “pollice verde” che lo avrà aiutato nel far nascere e crescere con tanto amore i germogli di cannabis. E chissà come ci sarà rimasto male quando poi è tornato sul posto per innaffiare o magari dare una potatina e non ha trovato più nulla.

 

Ha lasciato troppe tracce. S’era infatti recato sul posto con la propria autovettura e unitamente alla propria convivente ed era stato visto dai pochi abitanti del piccolo borgo abitato dove, in un cortiletto, aveva piantato la canapa. E ai militari non è servito molto tempo, sentiti i residenti, a risalire al mezzo, acquisire le foto dei due e mostrarle ai testimoni.

Così il modicano, che dopo il sequestro delle piante era pure ritornato sul luogo del misfatto, è stato perfettamente identificato e, sebbene abbia mangiato la foglia e abbandonato ogni intento produttivo di erbe proibite, dovrà ora rispondere del grave delitto di coltivazione di stupefacenti previsto dal testo unico delle sostanze stupefacenti.

L’attività di contrasto alala droga rimane una priorità per i carabinieri di Ragusa che s’impegnano quotidianamente alla ricerca di stupefacenti da sequestrare e confiscare, sotto ogni forma (anche di piante) e qualsiasi sia il tipo, nella convinzione che non esistano droghe di serie A e di serie B, pesanti e leggere, ma che tutte siano lesive della psiche e del fisico di chi le assume.

Redazione
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