Scuola Ragusa 13/02/2014 14:49 Notizia letta: 1862 volte

Ragusa senza servizio socio psico pedagogico

La denuncia di Peppe Calabrese
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Ragusa - “Ridotte le somme e le ore, operatori penalizzati e disservizi in serie per i ragazzi”. Lo dice Giuseppe Calabrese del Partito Democratico di Ragusa a proposito del servizio socio-psico-pedagogico che, istituito nel Comune dal 1981, rivolto a tutte le scuole dell’obbligo (infanzia, primaria e secondaria di primo grado), svolto in regime di convenzione dalle cooperative Agape, Cos e Vis riuniti in Ati, è stato ridotto ai minimi termini dall’inizio di quest’anno scolastico. “Solo l’altro ieri – aggiunge Calabrese – è stato pubblicato un bando per il servizio ma è chiaro che le mancanze che si sono accumulate, l’impossibilità di potere contare su un servizio analogo a quello degli anni scorsi, non è più recuperabile. Questo vuol dire che la qualità dei servizi, dalla scuola alle fasce svantaggiate, con i Cinque stelle ha subito un danno grave. Mai la comunità ragusana aveva dovuto confrontarsi con una disattenzione simile”. A proposito del servizio socio-psico-pedagogico vale la pena di sottolineare che lo stesso è organizzato in 19 equipes (con 43 operatori) ciascuna composta dal profilo professionale di psicologo, assistente sociale, pedagogista e tecnico della riabilitazione. Lo stesso è stato sempre attivo dal mese di settembre al mese di giugno di ogni anno scolastico ed è rivolto ad alunni, famiglie e docenti fornendo delle risposte ai bisogni emergenti, integrando gli interventi educativo-didattici dei docenti e favorendo una lettura più ampia dei problemi emersi. Tale servizio, mediante un’attenzione costante agli alunni, rappresenta, per la scuola e la città, un’occasione intesa a favorire la relazione tra adulti e minori e ad aiutare ogni bambino e ragazzo a crescere e sviluppare pienamente la propria personalità. “Come Partito Democratico – aggiunge ancora Calabrese – abbiamo sempre fornito il nostro sostegno al servizio, avallando, nei bilanci delle precedenti Amministrazioni, le somme necessarie a garantirlo tutto l’anno. Basta riflettere su un punto. Abbassare le ore agli operatori e di conseguenza i loro stipendi, favorisce l’allontanamento dei professionisti e quindi la perdita di professionalità acquisite in trent’anni di attività. Voglio inoltre ricordare che il Comune di Ragusa, da questo punto di vista, è stato sempre visto come modello da imitare. Oggi, invece, è in grave sofferenza per responsabilità specifica dell’attuale Giunta che stenta a prendere in mano il timone della città. Ecco perché invitiamo il sindaco a fare partire il servizio nell’immediato e a ripristinare le somme che da sempre sono appostate per l’attività in questione”.

Redazione