Economia Ragusa 14/02/2014 22:50 Notizia letta: 5051 volte

I grillini a Ragusa stregati da Eni

Il gran rifiuto di Piccitto
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Ragusa - Ci vogliono isolare, il punto è questo.

Hanno già commissariato i vertici di tutte le istituzioni, dalla sanità alla camera di commercio, per poi blindare con lucchetti a doppia mandata il provveditorato agli studi e pure il governo politico della provincia regionale. Ragusa, in poco meno di cinque anni, è passata da Megalopoli a timorosa colonia. Terra di conquista da parte dei poteri forti palermitani e catanesi e, oggi, per quel che riguarda la gestione del petrolio, sembrerebbe, anche da parte dei gelesi.

Nel freddo e paradossale silenzio della politica territoriale, che pure esprime onorevoli e atrofizzate infiorescenze.

I comportamenti di esclusione ed emancipazione della nostra Provincia appartengono ad arcane logiche partigiane che, di fatto, hanno avuto come unico scopo quello di cancellare in modo definitivo Ragusa dal centro delle decisioni.

Così è accaduto, come dicevamo, al petrolio, estratto a Ragusa ma governato a Gela.

Il sindaco di Ragusa rinuncia alla pretesa di governare e controllare le risorse del proprio sottosuolo, stregato dalle royalties e dal fascino industriale tinteggiato di giallo e nero del cane a sei zampe.

Rapiti dallo charme di eni anche gli assessori di Piccitto.

Una giunta di ambientalisti, quella dei grillini che sostengono il sindaco della città capoluogo, basti pensare a Claudio Conti assessore all’ecologia e dirigente di lungo corso di Legambiente Sicilia, forte sostenitore del movimento di protesta “trivella selvaggia” e di “per un pugno di taniche”, tanto per citarne due, contro le multinazionali dell’oro nero.

Il petrolio, da antico e contrastato nemico a fedele compagno di merende del popolo del meet up.

L’alternativo ed energetico movimento cinque stelle sconfessa a Ragusa le linee guida di partito: qui a Ragusa, i grillini, da ambientalisti convinti, son divenuti petrolieri raffinati. Sdraiati alla corte di eni. Per un pugno di royalties hanno svenduto il controllo e la gestione delle risorse del nostro sottosuolo.

Senza nulla a pretendere.

Ci chiediamo, ma di tutto ciò ne è a conoscenza il leader nazionale dei cinque stelle, il cittadino Beppe Grillo?

Redazione