Attualità Modica

Gli avvocati di Modica: Tamburini? Fa lo gnorri

Ferri corti

Modica -  L'Ordine degli Avvocati di Modica ha dato mandato ai propri legali, gli avvocati Antonio Borrometi e Francesco Stornello, di intraprendere le necessarie azioni giudiziarie a tutela dei propri interessi e soprattutto per il miglioramento della Giustizia sul territorio.

Reagisce così l’Ordine forense della Contea al provvedimento del presidente del tribunale di Ragusa, Giuseppe Tamburini, di non modificare sostanzialmente nulla rispetto a quanto sancito dall’art. 1 del decreto ministeriale dell’8 agosto 2013 che limitava l’utilizzo dei locali che ospitavano il tribunale di Modica al civile pendente al 13 settembre 2013 per 2 anni. E questo anche dopo che lo scorso 6 febbraio il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, decidendo sull'appello proposto dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Modica avverso l'ordinanza cautelare del Tar Sicilia, sezione distaccata di Catania, ha sospeso l'efficacia esecutiva di quell’articolo del decreto ministeriale.

Il territorio ibleo è spaccato a metà. Si contrappongono due fronti ben contraddistinti. Da una parte c’è chi da tempo auspica l’utilizzazione del palazzo che ospitava il tribunale di Modica, struttura moderna, antisismica e in regola con le norme di sicurezza sul lavoro, e c’è chi ritiene più opportuno concentrare tutto nel capoluogo, malgrado la struttura non rispetti questi canoni, e attende che siano pronti i locali di palazzo Ina destinati a ospitare parte degli uffici giudiziari.

Esprime “stupore e perplessità” il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Modica, avv. Ignazio Galfo, in ordine al provvedimento del presidente del tribunale di Ragusa, Giuseppe Tamburini, che, come anzidetto, ha confermato integralmente il provvedimento del Ministero della Giustizia dell’8 agosto scorso impugnato dall’Ordine di Modica, anche nelle parti sospese dal Cga.

“La decisione del presidente Tamburini – commenta il presidente Galfo - non tiene nella dovuta e corretta considerazione quanto deciso dal massimo organo della Giustizia Amministrativa in Sicilia perché ripropone le parti sospese del provvedimento ministeriale e perchè non tiene conto del pregiudizio lamentato dall'Ordine ricorrente, che è stato riconosciuto dal Cga, poiché era la condizione necessaria per l’emissione del  provvedimento cautelare. Oltretutto – prosegue - sorprende che tale provvedimento sia stato adottato senza la necessaria compulsazione degli Ordini degli Avvocati coinvolti e degli altri Organi preposti alla vigilanza sull'organizzazione dell'attività giudiziaria. Dispiace, inoltre, che in tal modo, si sia perduta un'occasione straordinaria per rendere più efficiente e soprattutto più economica e meglio organizzata l'attività giurisdizionale del tribunale di Ragusa”.

Plaude, invece, alla decisione di Tamburini, il presidente del Consiglio comunale di Ragusa, Giovanni Iacono, che precisa quanto già noto, ossia che il provvedimento del Cga non muta il periodo di 2 anni per l’eventuale utilizzazione del tribunale accorpato. “Il Comune di Ragusa – dice - sta svolgendo pienamente la propria parte e i locali del palazzo ex Ina saranno disponibili e funzionali il 5 marzo”. 

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