Attualità Modica 16/02/2014 11:58 Notizia letta: 5876 volte

L’Ercole di Cafeo cambia nome e data di nascita

La lezione del prof. Torelli
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Modica - Si chiamerà “L’Eracle di Modica” e non più “Ercole di Cafeo” la preziosa statuetta in bronzo custodita nel Museo archeologico “F.L.Belgiorno” del Palacultura. Nuova anche la sua datazione, secondo Mario Torelli, insigne archeologo e Accademico dei Lincei, che non è più il III sec. A.C. ma bensì  la fine del V e l’inizio del IV Sec A.C.

Sono questi i dati che emergono dal convegno che si è tenuto, ieri sera, nella sala “S.Triberio” del pala cultura e promosso dalla Soprintendenza di Ragusa in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune.

L’evento è stato costruito attorno al ritorno dell’Eracle di Modica di ritorno, assieme ad altri preziosi 148 reperti siciliani, dal J.Paul Getty Museum di Los Angeles e dal Cheveland Museum of art in Ohio.

Un affollato uditorio ha apprezzato la lectio magistralis del prof. Mario Torelli, archeologo di fama internazionale, che ha focalizzato la sua attenzione, con un linguaggio semplice, sull’enigma archeologico dell’Eracle di Modica.

In una fase di studio attenta ha dedotto delle valutazioni secondo  i metri del contesto, dell’iconografia e della postura della statua. La fattura della leontea che avvolge la testa dell’Eracle si richiama, confrontandola con altre scoperte similari, al periodo arcaico, così come la pelliccia della criniera fatta a squame che sovrasta il capo e le spalle della statuetta, rendono una datazione diversa da quella sinora conosciuta.

Il medio alto valore del manufatto, anche per quel tempo possedeva un buon contenuto monetario,  in bronzo fa pensare ad un ex voto. Il prof. Torelli non ha dubbi che la statuetta, rinvenuta durante gli scavi per la captazione della sorgente di Cafeo, sia frutto di un furto avvenuto nella vicina Camarina.

Indizi potrebbero essere il ritrovamento accanto all’Eracle di Modica di una lucerna e di alcune monete.

Assenti l’assessore regionale ai Beni Culturali, Maria Rita Sgarlata e il dottor Sergio Gelardi, direttore generale del dipartimento dei Beni Culturali per sopravvenuti impegni istituzionali, il saluto del governo regionale è stato portato dal dottor Domenico Mercurio, capo della segretaria tecnica dell’assessorato, il quale ha sottolineato la nuova linea adottata dal governo della Regione nella gestione del patrimonio archeologico siciliano: i preziosi reperti vanno custoditi nei musei siciliani e non fare il giro del mondo solo per un ritorno d’immagine della Sicilia.

Chi li vuole apprezzare e ammirare i tesori di Sicilia deve venire nell’isola.

In questo senso si registra un cambio di rotta rispetto al passato supportata dall’idea di aprire i musei e renderli sempre fruibili in collaborazione con gli enti locali e con quanti, nella società, hanno cura e attenzione per i beni archeologici siciliani.

La soprintendente Rosalba Panvini ha annunciato che l’Eracle di Modica rimarrà custodito nella teca del pala cultura. Per fini didattici e di studio il Museo potrà offrire il clone della statuetta in materiale termoplastico, frutto all’opera svolta dal dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Catania e nella fattispecie dagli ingegneri Massimo Olivieri e Gabriele Fatuzzo che lo hanno costruito con la tecnica del reverse engineering e del rapid prototyping. Il clone è stato poi  consegnato al Sindaco Abbate.

Su l’Eracle hanno poi svolto le loro riflessioni il prof. Giovanni Di Stefano, direttore del museo archeologico regionale di Camarina che ha evidenziato il nesso tra l’Eracle di Modica e il territorio e il culto per l’eroe delle mitiche fatiche nell’area compresa tra Camarina e Siracusa descrivendo addirittura gare di forza tra giovani in suo onore e il dottor Giorgio Battaglia, già dirigente responsabile del parco archeologico di cava Ispica, che ha puntato sulle vicende legate alla scoperta e al mantenimento in questo territorio della preziosa statuetta.

“Un evento importante ieri sera attorno alla figura dell’Eracle di Modica, commenta il Sindaco Abbate, che dovrà segnare il punto e il simbolo di rinascita della cultura dedicata ai nostri beni archeologici.

Abbiamo scoperto cose nuove ed estremamente interessanti dalla magistrale  lezione del prof. Mario Torelli di cui facciamo tesoro per costruire, attorno all’immagine dell’Eracle di Modica, il rilancio non solo culturale della Città ma anche turistico per quanti amano lo studio del mondo classico”.

Redazione
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