Cronaca Modica 19/02/2014 10:53 Notizia letta: 6463 volte

Faceva prostituire il figlio di 8 anni, arrestati rumeno e insegnante in pensione

Il pedofilo ha 79 anni
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Modica - Arrestato in flagranza di reato, un ottantenne modicano, professore in pensione, sorpreso a compiere atti sessuali in macchina con il minorenne rumeno un minorenne quindicenne. Le indagini della Polizia, iniziate lo scorso settembre, sono scaturite da un esposto anonimo che segnalava l’anziano nei pressi di una scuola secondaria del centro storico di Modica, intento a fotografare alcuni ragazzini. A seguito di tale segnalazione veniva immediatamente avviata una meticolosa attività di indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Marco Rota.

L’attività investigativa svolta anche mediante intercettazioni telefoniche, consentiva di svelare circostanze e rapporti umani degradati che coinvolgevano due minori rumeni in storie di sesso con un insospettabile anziano modicano, con la complicità prezzolata da parte del padre dei minori, di 44 anni. Attraverso un’attività di intercettazioni telefoniche iniziata lo scorso Dicembre i poliziotti scoprivano come da un lato l’anziano avesse intrattenuto, nel tempo, rapporti sessuali con due minorenni, pagando somme di denaro alla famiglia che avrebbe dovuto tutelarli; dall’altro, si rilevava come costoro, senza scrupolo, dopo aver avviato alla prostituzione e sfruttato i propri figli, allorquando l’anziano per indisponibilità economica, diradava i pagamenti, iniziavano a minacciarlo di ricorrere alla Polizia.
Da quanto emerso dalle indagini, pare che il pensionato non potesse sottrarsi al ricatto in corso già da tempo, per timore che venissero svelate alcune circostanze che lo riguardavano e concernenti i rapporti sessuali che intratteneva con i due minori.
Infatti, dalle indagini emergeva che la famiglia di rumeni era in possesso di alcune foto che ritraevano l’anziano mentre compiva atti sessuali con uno dei due figli minori del rumeno, utilizzate per minacciare l’ex insegnante e indurlo a soddisfare ogni loro richiesta di natura economica.
Le indagini svelavano che l’anziano, sotto tale minaccia aveva ceduto il loro favore denaro in contante, ricariche telefoniche, regalie varie di oggetti anche costosi e persino acquisto di veicoli, promettendo finanche di regalare loro una macchina.
Proprio per concretizzare quest’ultima richiesta, i tre rumeni che da circa un anno intrattenevano rapporti con il pensionato, nei primi giorni di febbraio partivano da Roma alla volta di Modica ricevendo ospitalità dall’anziano.
Infatti, oltre a dargli vitto e alloggio, l’anziano, in cambio di continue “attenzioni sessuali” con i minori, cedeva a questi piccole somme di denaro contante, acquistando vestiti, cellulari, notebook e portandoli anche in giro per gli autosaloni di questo centro alla ricerca di una macchina da acquistare in loro favore, così come già era avvenuto in passato con l’acquisto di un furgone.
Tale acquisto, tuttavia, veniva rinviato nel tempo per le difficoltà economiche in cui versa il pensionato, vincolato, su disposizione del Tribunale, ad una amministrazione controllata dei beni che, verosimilmente, aveva dilapidato per soddisfare i suoi vizi.
Infatti, le intercettazioni svelavano come il pensionato, per far fronte alle continue richieste estorsive, era stato costretto a vendere beni mobili di valore come quadri, libri antichi, finanche ad appropriarsi del pianoforte della figlia, allo scopo di venderlo per realizzare contante.
L’arresto dell’anziano eseguito dalla Polizia di Modica scoperto mentre era intento a compiere atti sessuali con un minore in cambio di regali e denaro, promessi o già elargiti, ha rivelato una vicenda di degrado sociale in cui vivevano i minori, avviati alla prostituzione minorile dal padre, che nel tempo, piuttosto che darsi a proficuo lavoro non ha disdegnato di “asservire” i propri figli ai vizi di un anziano.
A seguito di tali fatti la Polizia di Stato nella giornata di ieri prima ha tratto in arresto l’ex insegnante e, immediatamente dopo, chiarite altre circostanze che mostravano le responsabilità del padre del minore, poneva quest’ultimo in stato di fermo per il reato di estorsione in danno del B.. Quest’ultimo, in ragione dell’età e dello stato di salute veniva condotto in regime di arresti domiciliari presso una casa di riposo di Modica, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre il rumeno. veniva associato presso la Casa Circondariale di Ragusa. Il minore, denunciato in stato di libertà per il reato di estorsione continuata in concorso con il padre, giuste direttive del P.M. di turno della Procura della Repubblica per i Minorenni di Catania, veniva affidato assieme al fratello ad una casa famiglia, considerato che la madre si trova in altra regione

Redazione
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