Cronaca Ragusa

Lei lo lascia, lui la diffama. Su Facebook

Aveva creato un falso profilo

Ragusa - Era andato su tutte le furie dopo la separazione con l’ex convivente, ed ha iniziato a “postare” su Facebook diversi messaggi diffamatori contro di lei, sui profili di vari amici e conoscenti comuni.

L’ex convivente, venuta a sapere di quanto stava accadendo, ha deciso di sporgere denuncia alla polizia Postale di Ragusa che al termine delle indagini, lo ha denunciato in stato di libertà per il reato di diffamazione. Protagonisti della vicenda, un’ex coppia di conviventi, residenti in provincia di Ragusa. L’uomo, una volta messo alle strette da parte degli agenti, non ha potuto fare altro che confessare di essere stato animato da sentimenti di risentimento nei confronti dell’ex.

Sono sempre di più le denunce per reati relativi all’utilizzo illegale dei social network, da parte anche di giovanissimi ma non solo, che arrivano negli uffici della polizia postale di via Ercolano. I reati che vengono denunciati agli organi di polizia sono relativi soprattutto alla creazione illecita di profili o relativi ad accessi abusivi dei profili stessi, tramite l’appropriazione indebita della password. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che vengono rintracciate in breve tempo. In questo caso, il reato contestato è stato quello della diffamazione. Non sempre, infatti, gli utenti dei social network riflettono sul fatto che ogni cosa che scrivono può avere valore legale, se offende qualcuno o qualcosa.  

Nei mesi scorsi una 37enne comisana, che era riuscita ad impossessarsi della password di facebook di una parente e che dopo averla cambiata aveva cominciato ad usare il suo profilo come se fosse la titolare, è stata denunciata dagli agenti della polizia postale e del commissariato di Comiso. La donna era arrivata perfino a  colloquiare abitualmente usando il profilo della parente, con prostitute e transessuali e screditando, di fatto, la figura della reale titolare del profilo del popolare social network.

Le chat, però, non sono durate molto. Perché al termine delle indagini è stata rintracciata e denunciata all’autorità giudiziaria per “accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico”.

La denunciata aveva avuto accesso ad internet ed al profilo facebook della parente in alcune date ben precise, che corrispondevano proprio a quelle in cui era avvenuta la modifica del profilo della vittima.

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