Attualità Ragusa 23/02/2014 18:37 Notizia letta: 3036 volte

Al carcere di Ragusa si fa teatro

Dante, Petrarca, Ariosto, Shakespeare
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Ragusa - Un’occasione di speranza e di riscatto. Anche dietro le sbarre. Sono proprio i momenti come quello che è stato vissuto ieri mattina, all’interno della casa circondariale di Ragusa, che possono offrire da una parte al “mondo esterno” la possibilità di apprezzare l’umanità e la ricchezza d’animo di chi ha sbagliato e che non chiede altro che riconciliarsi con la società, e dall’altra un momento di crescita culturale. Per fare dei detenuti degli uomini migliori.

Emozionante, divertente, colto e popolare allo stesso tempo, lo spettacolo andato in scena ieri mattina nell’istituto penitenziario di contrada Pendente, dal titolo “Liberi di…”, proposto dalla Compagnia dell'Arte In Grata che ha visto la sapiente regia di Gianni Battaglia e l’esibizione sul palco di Vincenzo Argentino, Francesco Asonte, Fabrizio Bella, Antonio Di Mari, Francesco Giliberto, Giovanni Giordano, Baldassarre Giunti, Carmelo Mirabella, Younes Mnasser, Marco Nuncibello, Andrea Sanna, Daniele Sapienza, Alessandro Tambè e Giovanni Vespa, oltre alle docenti Angela Barone, Giusy Sirena e Maria Stella.

Lo spettacolo ha alternato i pezzi classici, come Dante, Petrarca, Ariosto, Shakespeare, a canti della tradizione siciliana, che i detenuti della Casa circondariale hanno intonato e interpretato, sulle musiche di Giuseppe Sarta alla fisarmonica, Gianni Guastella alla chitarra, Younes Mnasser alle percussioni, Giusy Sirena al flauto.

Non sono mancati i momenti divertenti, che il folto pubblico che ha assistito allo spettacolo non ha mancato di sottolineare con numerosi applausi, ma anche quelli che hanno invitato alla riflessione.

Circa sei mesi di prove, cominciate nel settembre scorso, che hanno letteralmente trasformato i detenuti della casa circondariale di Ragusa (molti di loro, all’inizio, avevano soltanto sentito nominare di striscio i vari Dante ed i Petrarca) in attori credibili e perfettamente capaci di stare sul palco e di intrattenere la platea.

Prima dello spettacolo, un lunghissimo preambolo nel quale si sono alternati il direttore della casa circondariale di Ragusa Santo Mortillaro (“Ho sempre creduto e dato sostegno all’idea di un laboratorio teatrale – dice il direttore della Casa circondariale nella presentazione dello spettacolo – poiché la recitazione, come l’arte in generale, è espressione genuina di ciò che è più profondo in ognuno di noi, disciplina dell’anima, fusione perfetta tra interiorità ed esteriorità che, nelle varie forme, la rappresentano”), il sindaco di Ragusa Federico Piccitto, il vicesindaco di Vittoria Filippo Cavallo, il presidente di Avviso Pubblico Piero Gurrieri, il prefetto di Ragusa Annunziato Vardè, il procuratore della repubblica Carmelo Petralia, il commissario Chiara Morales, ed ancora, in un dibattito sulla legalità e la realtà carceraria, nel quale è stata scattata la fotografia del momento attuale, a livello legislativo, i senatori della Repubblica, Venerina Padua, Mario Giarruso e Beppe Lumia.

Soltanto dopo un’ora e mezza circa, ma non prima che anche lo stesso regista prendesse giustamente la parola per illustrare i contenuti dello spettacolo (“Due direzioni avevo davanti cominciando – ha detto nella presentazione - una ludica, e l’altra pedagogica. Il divertimento puro, il disimpegno, la leggerezza interpretativa da una parte e dall’altra l’analisi, lo studio, la ricerca, anche intellettuale” e la desse a sua volta al Vescovo di Ragusa Mons. Paolo Urso e agli assessori del Comune di Ragusa Stefania Campo e Flavio Brafa, è cominciato uno spettacolo che rimarrà di certo a lungo impresso nella memoria di chi l’ha messo in scena, ma anche di coloro che hanno avuto la fortuna di assistervi.

Un momento importante dell'iniziativa di ieri mattina, è stato costituito anche dalla firma di un protocollo d'intesa tra le parti coinvolte nel progetto, che mira a promuovere occasioni di incontro, confronto e riflessione sul tema della legalità, con gli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

L’iniziativa, che fa parte di un progetto complessivo promosso dalla Casa Circondariale di Ragusa, è stata organizzata dall'associazione Avviso Pubblico e dai Comuni di Ragusa e Vittoria.

 

Michele Farinaccio
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