Cronaca Modica 24/02/2014 18:10 Notizia letta: 6018 volte

Lo strano caso dei furti di cani al canile di Modica

Alcune ipotesi
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Modica -  Furto di cani al canile comprensoriale di Modica. Cosa è veramente accaduto? Perché rubare dei cani meticci? E, chi è stato? La sera prima i volontari hanno chiuso il cancello del rifugio, nel quale sono ospitati dei cani malgrado si attendano ancora i placidi tempi della burocrazia siciliana e, perché no, qualche altro rimpallo tra un ufficio e l’altro per dare l’autorizzazione a una struttura nuova di zecca, in contrada Aguglie, a Modica, costata circa 250mila euro statali e 50mila euro regionali.

Ad ogni modo, i volontari accudiscono al meglio quelle povere anime che vengono abbandonate per ignoranza e in sprezzo alla vita e alla legge, in attesa che tra Comune, Asp e Regione qualcuno si dia una bella mossa perché il canile operi finalmente a regime.

Alle 20 del 21 febbraio al canile c’erano 23 cani tra adulti, malati e cuccioli. Al mattino ai volontari è venuto un colpo nel vedere tutte le gabbie vuote. Mancavano all’appello i 15 cani microchippati che sarebbero dovuti partire l’indomani, con autorizzazione del Comune di Modica, per il Nord Italia, e anche 8 cuccioli sprovvisti ancora di chip, che proprio quella mattina sarebbero stati microchippati e, quindi, inseriti nell’anagrafe canina dal veterinario dell’Asp di Ragusa.

Pare che per qualche motivo il viaggio ufficiale sia stato anticipato senza che nessuno dei volontari lo sapesse. Ma la fine fatta dai cuccioli non tracciabili perché senza chip è oggetto di supposizioni, magari anche fondate, ma come poterle provare da parte dei volontari, ovviamente molto preoccupati per quei piccoli indifesi? La denuncia contro ignoti da parte del dirigente del Settore è arrivata soltanto il giorno dopo, malgrado sin da subito siano stati avvisati polizia e carabinieri e questi ultimi abbiano effettuato un sopralluogo.

Chi sapeva? Chi è stato e chi l’ha aiutato? I dubbi fanno capolino dilaniando i volontari e quanti hanno a cuore il benessere degli animali. Pare, infatti, che tra gli ‘ospiti’ del canile ce ne fossero alcuni che non si facevano avvicinare facilmente. Eppure mancano all’appello.

La movimentazione del mondo animalista di tutta Italia è stata forte. Se è vero che le associazioni operano spesso in contrasto fra loro, pur perseguendo lo stesso fine dell’affermazione dei diritti degli animali, questo è uno di quei casi in cui non c’è bandiera se non la zampa che ciascun volontario ha effigiata sul cuore. In alcune zone d’Italia le guardie zoofile hanno effettuato posti di blocco per cercare di individuare il furgone in cui si presumeva potessero trovarsi i cuccioli. Ma l’attività di controllo non ha dato esito positivo.

Per legge i cani non possono viaggiare senza microchip. Se ne perderebbe la tracciabilità. E così sarà per gli 8 cuccioli. Destinati a cosa? Tante sono le associazioni estere che hanno manifestato interesse per i randagi. E molti sono gli ‘animalisti’ che – si spera in buona fede – hanno intensificato staffette e stalli. A che pro? Alcuni sperano di dare una vita dignitosa a cani che marcirebbero dietro le sbarre di un canile. Ma sta di fatto pure che, come si denuncia da tempo in Italia, migliaia di cani e gatti varcano le frontiere senza che nessuno si interroghi su questo intenso flusso in uscita di animali. 

Valentina Raffa
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