Lettere in redazione Vittoria 25/02/2014 12:11 Notizia letta: 2344 volte

Moda all’Emaia, il presidente Denaro replica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
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Vittoria -  La Fiera Emaia, nonostante le difficoltà che derivano dalla terribile crisi economica, si è mossa, in questi anni, in controtendenza rispetto ad analoghe esperienze siciliane. Eppure, mi fa molto piacere sapere che l’attività dell’ente fieristico sia oggetto di dibattiti, persino di critiche. Perché vuol dire che il lavoro svolto in questi due anni di presidenza è degno di attenzione. L’ultima fiera, la Kamò, è un appuntamento grazie al quale si è deciso di puntare sui talenti. Infatti, anche quest'anno è stata confermata Sicilia di Moda, dodicesimo concorso nazionale per giovani stilisti, in collaborazione con la Koefia, l’Accademia di Moda storicamente legata alla Fiera Emaia. In questa edizione, oltre agli istituti professionali, sono state coinvolte nel progetto anche le accademie della moda nazionali e internazionali. Con un sguardo particolare rivolto verso i paesi del Mediterraneo. La qualità dell’evento è stata garantita dalla presenza di un direttore artistico d’eccezione: Manuel Giliberti, regista e scenografo. Uomo di cinema e di teatro, nominato di recente consulente artistico dell’Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa, nell’anno del centenario della Fondazione.

Il progetto stilistico di Sicilia di moda è stato curato da Bianca Cimiotta Lami, presidente di giuria e responsabile comunicazione ed eventi della Koefia. Un’attenzione particolare, rispetto alle edizioni di qualche anno fa, è stata riservata alla denominazione dei premi: “Premio per la migliore collezione”; “Premio per la migliore ricerca e creatività”; “Premio giovane promessa”. I criteri stabiliti per la valutazione degli abiti hanno riguardato il concept e la qualità del progetto; la cura della presentazione; la ricerca e le tecniche sartoriali; i tessuti e i materiali; le notizie e i materiali visivi; la rappresentazione della sfilata. La giuria, di alto profilo, che ha assegnato i premi riservati alle scuole e agli stilisti, oltre che da Bianca Cimiotta Lami, è stata formata da Riham Farouk, stilista egiziana; Abdelrazek Fawky, direttore ufficio culturale e scientifico dell'Ambasciata d'Egitto; Gloria  Gadola, comunicazione ed eventi dell’Istituto Secoli di Milano; Simona Borghesan, docente dell’Istituto Secoli di Milano.

Sicilia di moda si è confermata, dunque, un successo che si basa su un binomio vincente: moda e spettacolo. La Fiera Emaia non è un scuola per stilisti, né tantomeno, potrebbe avere questo obiettivo. Per fortuna, in Italia esistono numerose scuole di moda: la Koefia, con la quale  la Fiera Emaia è onorata di collaborare, rappresenta un ottimo esempio di accademia. In un contesto come quello del Palamoda Emaia sarebbe presuntuoso, oltre che stucchevole, pensare di organizzare una mera ed esclusiva sfilata di moda. Con tutta evidenza, si tratterebbe di un concetto datato e perdente. 

Ad ogni buon conto, è giusto seguire i suggerimenti quando questi giungono in maniera sincera e assolutamente disinteressata. Quando, invece, i consigli vengono espressi da chi è stato parte in causa, è bene accoglierli con un benevolo sorriso di comprensione.

Inoltre, trovo puerile e scorretta la trascrizione testuale di una dichiarazione televisiva. La parola scritta e la parola detta seguono binari diversi. Questa è una regola d’oro della comunicazione.

Il tempo passa per tutti. E un fatto è inconfutabile: il merito nell’organizzazione di un concorso, regionale, nazionale o internazionale che sia, attiene alla prospettiva. Bisogna crederci sempre. Promuovendolo. Grazie al talento riconosciuto. Di professionisti della domenica, purtroppo, il nostro amato paese è pieno. La Fiera Emaia ha scelto la strada della proposta di qualità puntando su professionisti titolati.

Giovanni Denaro
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