Cronaca Modica

Furto al canile, con c’è segno di effrazione

Un episodio oscuro

Modica -  È ancora insoluto l’arcano della sparizione di 8 cuccioli senza microchip dal rifugio sanitario comprensoriale di contrada Aguglie a Modica avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 febbraio. Un episodio inquietante verificatosi in concomitanza con l’anticipo di una partenza di un furgoncino di 15 cani microchippati con destinazione Nord Italia autorizzato dal Comune di Modica, ma non per quel giorno.

Tra i mille interrogativi che insorgono sull’accaduto, un dato è ormai certo: tutto dovrà essere chiarito, anche considerato il fatto che innanzitutto non c’è stata effrazione al cancello del canile, che proprio la mattina del 21 febbraio i cuccioli sarebbero stati microchippati dal veterinario dell’Asp e, ancora, che la sera prima i volontari avevano lasciato liberi alcuni cani che non si fanno facilmente avvicinare e che mancano all’appello.

I volontari del rifugio sanitario sottolineano di essere stati colti “impreparati” non solo dalla sparizione dei cani non chippati, quanto pure dalla partenza dei 15 cani con microchip “anticipata di due giorni rispetto alla data ufficiale, e senza preavviso”, laddove, tra l’altro, andrebbe comunicata in anticipo alle istituzioni.

“Noi volontari – scrivono in un comunicato pubblicato sul loro profilo Fb – all’interno del rifugio sanitario abbiamo l’obbligo etico e morale di gestire al meglio la struttura, nelle condizioni ottimali e a garanzia del benessere dei cani ospitati, sia all’interno che al momento delle partenze, pretendendo le destinazioni, come da legge, prima della partenza. Non siamo né complici né omertosi. Ci siamo trovati impreparati e scioccati dalla partenza anticipata la notte prima delle chippature per le modalità e la tempistica. Pretendiamo di sapere le destinazioni curate dalla parte staffettista a cui il Comune ha affidato la convenzione e ci sentiamo offesi e lesi nel non ricevere una risposta sulle destinazioni dei cani chippati in causa”.

Non sono note, dunque, ai volontari le destinazioni finali dei cani. E, a questo punto, necessiterebbe di certo fare chiarezza anche sulle partenze precedenti con controlli incrociati volti a verificare le mete finali dei tanti ‘carichi’ che sono partiti e partono periodicamente dalla provincia di Ragusa, non diversa, in questo, dal resto del Sud Italia.

Questa delle partenze è una soluzione adottata da tempo da alcuni Comuni per ‘liberarsi’ dei cani, forse senza porsi poi troppi interrogativi sulle destinazioni finali di centinaia di bestiole, in parte destinate all’estero. Una soluzione che non risolve a monte il problema del randagismo, che necessita di una serrata campagna a tappeto di sterilizzazioni e microchippature, e, ove possibile, di reimmissioni sul territorio come previsto dalla legge quadro sul randagismo.

I volontari del rifugio informano che dei cani anagrafati c’è una lista pubblica, sottolineando di restare in attesa delle informazioni richieste sulla partenza e le destinazioni finali. E c’è anche chi metterebbe la zampa sul fuoco nell’asserire che non sempre i cani trasferiti altrove fossero dotati di chip e dunque fossero tracciabili. 

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