Economia Ragusa 28/02/2014 16:34 Notizia letta: 4195 volte

Eni, il petrolio di Ragusa è strategico

Un giorno in Prefettura
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Ragusa - Si è tenuto nei giorni scorsi l'incontro tra Enimed, azienda del gruppo Eni che in provincia di Ragusa controlla la produzione e l’estrazione del petrolio, e i sindacati confederali e di categoria di CGIL, CISL e UIL che avevano manifestato grande preoccupazione per gli assetti organizzativi e occupazionali del centro oli di Ragusa e dell'indotto che ruota attorno al sistema degli appalti di Eni, attivando la vertenza presso la Prefettura di Ragusa.

II vertice -convocato grazie alla riconosciuta sensibilità di Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, rispetto alle problematiche sollevate dal sindacato- si è sviluppato su tre questioni politiche: conoscere le intenzioni di Enimed per il centro oli di Ragusa, relazioni sindacali locali, quindi la garanzia dei livelli occupazionali territoriali dei lavoratori delle ditte appaltatrici.

L’aspettativa più grande – dichiarano i sindacati- era proprio quella di avere notizie dettagliate sulla presenza di Eni sul territorio, nella convinzione che il petrolio ragusano ha rappresentato da sempre e rappresenta tutt’oggi una risorsa economica irrinunciabile per lo sviluppo della Provincia di Ragusa.

I segretari confederali, Giovanni Avola e Giorgio Bandiera hanno percorso con dovizia del particolare nei loro interventi il sentiero storico della presenza di Eni nel territorio, nell’evidenza consolidata di buone e corrette relazioni sindacali coi vertici del gruppo, offuscate, però, negli ultimi anni, dalla totale assenza di dialogo e comunicazione da parte dell’azienda.

Ciò nonostante – come è stato ribadito al Prefetto dai segretari confederali- il sindacato ragusano ha sempre collaborato con enimed per il tramite di eni sostenendo posizioni in linea con le strategie aziendali e per il mantenimento degli assetti produttivi e occupazionali nell’Isola che disposizioni legislative regionali, approvazione del piano paesistico del 2010 con blocco produzione pozzi Tresauro e la Fiscalità delle royalties del 2013 avevano messo seriamente in discussione.

Una sorta di ostracismo nei confronti del nostro territorio che, come riferito dai segretari del comparto chimico e dell’energia di UIL e CGIL, Giuseppe Scarpata e Paolo Rizza, non trova alcun riscontro nel protocollo delle relazioni industriali del gruppo Eni, la Magna Charta delle buone pratiche di lavoro e comportamentali, rinnovato nel maggio del 2011 sulla scorta di un affidamento storico tra parti sociali e azienda, che ha fatto del protocollo Eni un modello principe di relazioni sindacali e industriali da esportare in tutto il mondo.

Per Enimed -presente al tavolo con l’Amministratore Delegato, l’ingegnere Renato Maroli, e la direzione del personale, dott. Francesco Puglisi- non esiste alcun caso Ragusa.

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Il CEO di Enimed ha non solo assicurato il mantenimento degli assetti occupazionali e produttivi del sito di Ragusa ma ha anche offerto un preciso impegno per “salvaguardare e incrementare la manodopera territoriale impiegata nell’indotto per i servizi di manutenzione agli impianti di estrazione. Garantito, altresì, dall’amministratore delegato, il ripristino delle relazioni sindacali locali che transiteranno dalla via maestra del confronto politico con le rappresentanze territoriali per le disposizioni che riguarderanno, nel particolare, il centro oli e i pozzi di estrazione di Ragusa”.

Eni ha confermato la strategicità del petrolio ragusano che rappresenta il 30% della produzione globale dell’Isola e una fonte irrinunciabile per il piano nazionale di approvvigionamento energetico. Se preoccupazioni erano sorte per i piani occupazionali del diretto e dell’indotto e per la continuità produttiva dei pozzi ragusani l’azienda le ha fugate in modo netto e deciso.

Un giorno in Prefettura da contrassegnare con un sassolino bianco nella storia delle relazioni industriali del nostro territorio.

Redazione
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