Cronaca Modica 01/03/2014 13:21 Notizia letta: 3504 volte

Un vitello lasciato imputridire al sole a Cava Ispica

Nonostante una segnalazione
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Modica -  Un vitello lasciato imputridire al sole in contrada Marchesa, vicino al percorso archeologico di contrada Serrapero, al parco di Cava Ispica. A qualche giorno dalla denuncia presentata da un cittadino al Comando vigili urbani nessuno è intervenuto. La carcassa è finalmente quasi del tutto sparita ‘grazie’ all’intervento di alcuni animali che se ne sono cibati, ma quel che resta è in stato di putrefazione.

Una situazione, questa, che, come sottolinea Antonio Zocco, che ha acquistato e rilevato in quell’area una cava, non è nuova in una zona archeologica di incommensurabile rara bellezza, ma lasciata al degrado di discariche abusive di ingombranti, alcuni dei quali sono stati interrati da qualcuno, creando una montagnola di materiale anche pericoloso come ad esempio eternit sbriciolato.

“Non è possibile lasciare del tutto dimenticata questa parte del parco archeologico di Cava Ispica– dice Zocco -. Siamo vicino alle tombe di Baravitalla. La tomba del Principe è qualcosa di unico. Eppure, malgrado progetti di fruizione del parco che vengono realizzati, non si tocca con mano la valorizzazione di questa risorsa paesaggistica unica nel suo genere, che, pure, potrebbe divenire il cuore pulsante del turismo di Modica. Va ricercato e veicolato quel ritorno alla natura che in tanti, in specie persone provenienti dall’estero, stanno cercando di coltivare in questa zona. La presenza di una carcassa in putrefazione la dice lunga – prosegue Zocco - sulla mancanza di cultura ambientale da parte di chi alleva questi animali, che se ne disfa per non pagare l’inceneritore, concorrendo non solo alla deturpazione di queste zone, ma anche al rischio di un’emergenza ambientale laddove, come in questo caso, nessuno degli organi preposti si stia occupando della rimozione. La putrefazione potrebbe arrivare alle falde acquifere, e, inoltre, non si sa di che sia morto l’animale. Ma a chi importa?”.

Zocco, appassionato di archeologia, da tempo si dedica a quest’area del parco archeologico, che potrebbe essere resa maggiormente fruibile risistemando il ponte che collega alla Cannizzara. Ma il tempo sembra essersi fermato a Cava Ispica. Anche se qui non è solo natura. Purtroppo ci sono gli ingombranti e le carcasse abbandonate a ricordare che l’uomo vi ha messo piede.

Valentina Raffa
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