Cronaca Vittoria 02/03/2014 19:47 Notizia letta: 3417 volte

Furto di identità su Facebook, denunciato commerciante vittoriese

E’ un commerciante 32enne
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Vittoria - Un commerciante vittoriese di 32 anni è stato denunciato dalla Polizia di Vittoria all’Autorità Giudiziaria per il reato di sostituzione di persona. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l'uomo aveva creato un profilo Facebook utilizzando i dati e la foto appartenenti ad un suo conoscente, coetaneo, con in quale in passato aveva intrattenuto rapporti di lavoro.

Le indagini della Polizia sono iniziate a seguito della denuncia presentata da un uomo di 32 anni il quale, collegatosi una sera al notissimo social network Facebook, dopo avere digitato le credenziali di accesso, ha notato che un'altra persona si era appropriata della sua immagine ed aveva creato, ovviamente a sua insaputa, un altro profilo parallelo. Parlandone con degli amici aveva inoltre scoperto che erano state inviate richieste di amicizia da quel nuovo profilo. Da qui la scelta di denunciare il tutto alla Polizia. Gli accertamenti, avviati dal Commissariato in stretta collaborazione con la Polizia Postale di Ragusa e con l’Autorità Giudiziaria, che ha autorizzato l’acquisizione dei dati informatici, hanno consentito di ottenere da Facebook i dati relativi agli ultimi accessi del profilo. Successivamente sono state eseguite le indagini presso il gestore telefonico e da lì si è risaliti all’utenza telefonica che aveva generato i cosiddetti I.P. ossia  quell’etichetta numerica che identifica univocamente un dispositivo collegato a una rete informatica. La linea  è risultata intestata al commerciante, incensurato, che nei giorni successivi è stato convocato in Commissariato. L’uomo ha subito ammesso agli inquirenti di aver effettivamente creato il falso profilo, spiegando che lo aveva fatto solo per rendersi più potente in un gioco, accessibile dalla stessa piattaforma Facebook e denominato “Guerra di bande”. Il suo obiettivo era quindi quello di  implementare il numero di ulteriori componenti della “sua banda” tale da renderlo più forte. Dai crimini da commettere virtualmente, insomma, l'uomo è passato, più o meno consapevolmente, a commettere un crimine vero nel mondo reale. Una bravata che gli è costata una denuncia all'Autorità Giudiziaria. 

Nadia D'Amato
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