Lettere in redazione Niscemi 02/03/2014 13:25 Notizia letta: 2627 volte

No Muos, scontri, tafferugli e tanta amarezza

Riceviamo e pubblichiamo
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Niscemi -  Ieri, 1° marzo come un anno fa, il popolo del No MUOS ha percorso il lungo corteo che da Contrada Ulmo (Niscemi) porta alle antenne della morte della Base Militare Americana presente dentro la Sughereta. Ieri come un anno fa migliaia di siciliani hanno partecipato alla manifestazione nazionale. Per gli organizzatori, portare a compimento l’evento non è stato facile. La questura di Caltanissetta ha inizialmente vietato il corteo e quando gli attivisti hanno presentato una richiesta con un percorso modificato, ha comunicato una serie di prescrizioni ritenute, dagli organizzatori, inaccettabili.

In merito così si è espresso il Coordinamento Regionale dei Comitati (organizzatore della manifestazione): “La manifestazione si fa lo stesso, anche senza le autorizzazioni, sul tragitto già seguito nella manifestazione del 9 agosto 2013. Non è accettabile che una decisione di natura politica venga celata dietro una scelta che si spaccia per tecnica, i cui motivi formalmente sarebbero l’incolumità dei partecipanti e il rischio incendi nella Sughereta”.

Questo il commento di altri attivisti: “Non arretriamo, anzi rilanciamo al mittente il divieto e torniamo a ribadire che il corteo parte dalla Sughereta. Perché il territorio è di chi lo vive e il principio di autodeterminazione dei popoli è un valore che non ha bisogno di permessi e autorizzazioni. Non ci permettono di arrivare ad un punto in cui le parabole sono visibili e ci obbligano a lasciare le auto a sette chilometri dal luogo del concentramento, dando vita in sostanza ad un altro corteo”.

Sfidando i divieti, i No MUOS giunti da tutta la Sicilia, hanno quindi marciato in direzione della base.

Al cancello 1, la testa del corteo ha avuto uno scontro con la barricata dei poliziotti, ci sono stati tafferugli e manganellate, una ragazza è stata ferita.

Non si sa esattamente cosa sia successo, cosa cioè abbia fatto precipitare gli eventi e determinato gli scontri. Qualcuno fra gli attivisti ha avuto il sospetto che il disordine sia stato provocato da chi doveva invece mantenere l’ordine, fotto insorgere di proposito con l’intento di offuscare tutto il resto, di non far passare l’idea di un popolo contro MUOS, mafia e guerra, di un popolo che denuncia l’asservimento dei governi all’apparato affaristico-politico-militare internazionale. Ma forse quel che è successo non è esattamente questo, forse i tafferugli sono invece stati l’impeto di rabbia, tutto sommato tenuta sotto controllo, verso un governo, sia Regionale che Nazionale, carnefice e connivente di interessi che nulla hanno a che fare con la tutela e la salvaguardia dei diritti dei cittadini, in primis il diritto alla vita e alla salute. Al di là di ciò che ieri è accaduto una percezione personale che riscontro, tutte le volte che partecipo a questi eventi nell’atteggiamento degli uomini delle forze dell’ordine, è l’indifferenza e la contrapposizione a noi che lottiamo, quasi non si rendessero conto che stiamo lottando anche per loro, per salvaguardare anche la loro incolumità e sopravvivenza, un atteggiamento assai lontano da quei poliziotti che, nel dicembre scorso, a Torino si tolsero il casco e abbracciarono i manifestanti che lottavano per il riconoscimento di diritti comuni. 

Le stime di chi vi ha partecipato ieri alla manifestazione dicono che il corteo fosse lungo parecchi chilometri e che i partecipanti erano parecchie migliaia, la questura e la stampa ufficiale però, per qualche strano motivo ieri come un anno fa, hanno parlato di cifre assai inferiori.

E mentre tutto questo accade, dagli Stati Uniti arriva la conferma che la stazione radar nissena sarà operative dal marzo 2015.

Sabrina D’Amanti
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