Cronaca Santa Croce Camerina 03/03/2014 14:08 Notizia letta: 5049 volte

Lo stalker perseguita la sua ex sino in chiesa

Ora è ai domiciliari
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Santa Croce Camerina - L’ennesima telefonata giunta al 113: una donna chiede aiuto perché il suo stalker la perseguita.
E’ successo intorno alle 12 di ieri mattina, quando M.M., quarantacinquenne ragusana, divorziata e madre di due figli, di cui una minorenne, chiede – disperata – l’intervento della Polizia. Pochi i minuti e le pattuglie della Sezione Volanti sono già nei pressi della locale via Pietro Nenni, ove trovavano la donna terrorizzata rintanata all’interno della sua auto, mentre l’uomo veniva intercettato a pochi metri di distanza: C.S., cinquantenne di Santa Croce Camerina, separato e padre di due figli, titolare di una piccola impresa edile. Già noto alla Polizia per gli svariati interventi effettuati su richiesta di aiuto della vittima giunta sull’utenza 113, il C.S. risultava già destinatario del provvedimento di Ammonimento del Questore di Ragusa formalizzato soltanto in data 17 febbraio u.s., la cui violazione ha comportato stavolta l’immediato arresto.
Poco prima della richiesta di aiuto, la donna si era recata, come d’abitudine ogni domenica ed in compagnia della figlia quattordicenne, a seguire la cerimonia religiosa nella locale Chiesa di San Giuseppe Artigiano: abitudine peraltro ben nota all’uomo con il quale, a far data dall’estate scorsa, la stessa aveva intrattenuto una relazione sentimentale durata circa tre mesi e interrotta nel decorso mese di dicembre a causa dei comportamenti violenti del C.S..
Da li avevano inizio i comportamenti vessatori dell’uomo: presenze invadenti, telefonate e messaggi di minaccia (anche nei confronti dei familiari), pedinamenti, appostamenti sotto casa e nei pressi del luogo di lavoro, atti questi che determinavano un profondo senso di terrore nella donna ed il mutamento di abitudini di vita per lei ed il suo nucleo familiare.
Accortasi della presenza del suo persecutore, la vittima – lasciata la figlia all’interno – usciva dalla chiesa per telefonare alla Polizia: pochi istanti e l’uomo era già alle sue spalle cosicché, terrorizzata, correva a rifugiarsi all’interno della sua auto parcheggiata vicino, mentre l’uomo, visto dirigersi a piedi in una via adiacente, tornava di li a poco a bordo della sua utilitaria – una Ford di colore blu – transitando più e più volte davanti alla donna.
Giunte tempestivamente sul posto, una Volante si preoccupava di soccorrere la donna, in evidente stato di panico, mentre una seconda pattuglia intercettava l’uomo che nel frattempo si era disfatto dell’auto e si era diretto a piedi nella vicina via Psaumida, ove veniva bloccato dai poliziotti.
Di lì a pochissimo giungeva altresì un’ambulanza del 118, appositamente chiamata dall’uomo che ne aveva richiesto preordinatamene l’intervento dicendo di accusare un malore: visitato dai sanitari di turno, alla presenza costante dei poliziotti, l’uomo dichiarava di avere uno stato di agitazione per il quale tuttavia non occorrevano cure approfondite e pertanto veniva tratto in arresto nella flagranza del reato di stalking.
Nell’ipotesi di stalker già formalmente ammonito con provvedimento del Questore ai sensi dell’art. 8 DL 11/2009 (così come rivisitato dalla L 119/2013), ed in caso di sua violazione, come nel caso di specie, le recenti novelle normative consentono alle Forze di Polizia di procedere anche senza la querela della vittima del reato di atti persecutori, e prevedono altresì l’arresto in flagranza di reato, quale misura precautelare, aggravato nella fattispecie dalla presenza del minore.
Completati gli accertamenti di rito, il cinquantenne ragusano – che annovera precedenti penali per lesioni personali e violenza privata – su disposizione del PM di turno veniva ristretto presso la propria abitazione sita in Santa Croce Camerina in regime di arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.
Si coglie l’occasione per sollecitare ancora quanti – vittime di vessazioni e di violenza anche infradomestica – siano oggetto di fatti analoghi, di soprusi, vessazioni, presenze che violano la sfera privata, a rivolgersi senza timore alla Polizia di Stato e alle altre Forze di polizia presenti sul territorio, denunciando fatti e comportamenti dei relativi autori. Solo così infatti sarà possibile effettuare interventi mirati e tempestivi al fine di scongiurare eventi di natura ben più grave.

Redazione