Sanità Modica 03/03/2014 14:52 Notizia letta: 3034 volte

Staminali, Mauro Terranova, il no di Tel Aviv

La cura sarebbe costata 32mila dollari
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/03-03-2014/1396117816-staminali-mauro-terranova-il-no-di-tel-aviv.jpg&size=930x500c0

Modica -  Mauro Terranova, affetto da Atassia Spinocerebellare, non potrà curarsi a Tel Aviv. È stato un interprete del Ministero di Israele a dare la notizia alla famiglia, che sperava finalmente di potere sottoporre Mauro a cure compassionevoli simili a quelle con metodica Stamina che vengono effettuate agli Spedali civili di Brescia sui 36 pazienti autorizzati.

La cura sarebbe costata 32mila dollari per infusione, ma la famiglia, non sola in questa speranza, perchè affiancata da una quindicina di altri pazienti, era disposta a tutto. “Il Ctci Center di Tel Aviv – spiega Anna Carta, mamma di Mauro – è l’unico centro che avrebbe permesso a mio figlio di avere le staminali secondo il suo peso. Ma crolla anche questa possibilità. Ci sono problemi con il Ministero della Sanità italiano. Il centro di Tel Aviv verificherà caso per caso. Intanto dobbiamo aspettare. In pratica non possiamo curare in alcun modo i nostri cari. Dovremmo, secondo il Governo, starcene rassegnati a vederli morire quando c’è una speranza. Perché non sottoporre alle cure i nostri cari e se funziona tanto di cappello, altrimenti almeno avremo provato?”.

Il Comitato Cure compassionevoli, in collaborazione con Alleanza, organo di vigilanza sulle azioni istituzionali, ha avviato una raccolta di firme per la proposta di legge popolare già deposita alla Cassazione e notificata sulla Gazzetta ufficiale. Questa proposta mira all’accesso alle cure compassionevoli senza i limiti normativi attuali che “violano alcuni articoli della Carta costituzionale e altri 7 articoli internazionali”.

Il Comitato si dice convinto che “solo tra 10 anni, quando le cure con cellule staminali mesenchimali diventeranno farmaco, le case farmaceutiche le diffonderanno, ma riformulate affinchè diventino farmaco a vita, rendendo migliaia di pazienti dipendenti e fonte di guadagno perpetuo”. 

Valentina Raffa