Attualità Taormina 06/03/2014 14:47 Notizia letta: 20 volte

Arriva alla Camera la proposta per i Casinò di Taormina e Palermo

La struttura operativa negli anni ‘60
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Palermo - Dopo l’approvazione, giunta a metà febbraio, da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana, la legge sulle “Norme per l'apertura di una casa da gioco nei comuni di Taormina e Palermo” arriva alla Camera dei Deputati. Momento decisivo per la creazione di due case da gioco nella regione siciliana, che a questo punto attende solo l’okay di Camera e Senato. 

Segni di fiducia giungono dall’assessore regionale al turismo Michela Stancheris che auspica una discussione politica trasparente, lontana da tesi fondate su sterili polemiche strumentali. L’assessore ha poi posto in evidenza l’importante valenza turistica che avranno i casinò, un fenomeno in grado di attrarre nuove fasce di utenza da sfruttare quindi per dar luogo a una strategia complessiva mirata ad accrescere i flussi turistici. Una grande potenzialità inespressa.

Altra questione centrale l’assenza, nel Meridione, di Regioni che usufruiscano della deroga normativa per la realizzazione di casinò. Una difformità interpretata anche come distorsione legislativa la cui risoluzione dovrebbe verificarsi in tempi brevi.

Confida in un esito positivo dell’iter legislativo anche Lino Leanza, primo firmatario della proposta di legge. L’ex vicepresidente della Regione Sicilia si aspetta coesione dai deputati a livello nazionale eletti in Sicilia. I consiglieri regionali Pippo Currenti e Totò Lentini ritengono che la realizzazione dei casinò sia una chance che la Sicilia non deve lasciarsi sfuggire. L’intento di fondo del legislatore regionale sarebbe infatti promuovere e sviluppare il distretto produttivo legato al turismo, una delle principali potenzialità per la crescita territoriale sotto il profilo economico e occupazionale.

Taormina e Palermo, le due città protagoniste dell’iniziativa, potrebbero richiamare infatti investimenti infrastrutturali, ulteriore fonte occupazionale in una Regione storicamente gravata dalla penuria di posti di lavoro. Alberghi e ristoratori potrebbero beneficiare grandemente dell’introduzione delle due nuove strutture, e d’altronde gli altri quattro casinò già presenti sulla penisola sono un ottimo esempio di volano per l’economia della zona in cui sono situati grazie alla popolarità che ha ottenuto negli ultimi anni il poker. Complice anche la nascita e il successo del poker online e dei tornei di caratura nazionale ed europea ai quali è possibile accedere più facilmente proprio grazie a eventi satelliti disponibili online, un’organizzazione a 360° gestita da PokerStars nel nostro paese.

Si tratta, in ogni caso, di una progetto che andrà a soddisfare, oltre che i turisti, anche tutti gli appassionati di poker della Sicilia e, più generale, il bacino di utenza del Sud Italia. Il numero di potenziali clienti è senza dubbio rilevante, corroborato d’altronde dalla crescita verticale degli ultimi anni del poker online, una pratica sportiva in larga diffusione nell’intera Penisola.

Resta da chiarire se le premesse e l’intento dei soggetti politici siciliani troveranno effettivo accoglimento nell’emiciclo romano. Istanze di un’Isola ricca di potenzialità produttive raramente sfruttate a pieno, un deficit competitivo ancor più esplicito nell’attuale congiuntura economica. Introdurre delle case da gioco nelle due città siciliane coinciderebbe senza dubbio con l’avvio di una nuova offerta turistica, anche se rimane incerto l’esito di una scelta pensata per impartire un’inedita strategia di raccolta dei visitatori italiani ed europei. Una sfida giocata, per adesso, nelle sale del Parlamento nazionale.

Al contempo la realizzazione delle due strutture potrebbe richiamare gli operatori del settore che organizzano a livello internazionale ed europeo tornei di grandissimo richiamo.

Redazione
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