Attualità Vittoria

Caso Guarascio. Fermate le aste giudiziarie, sono illegali

Ingiustizie palesi

Vittoria -  “Fermare tutte le procedure di vendita all'asta ed il relativo passaggio al nuovo proprietario, nel caso l'acquisto sia già avvenuto”. A chiederlo il Comitato contro le aste giudiziarie che ieri mattina ha organizzato una conferenza stampa intervenendo dopo la decisione della Procura della Repubblica di Ragusa di disporre il sequestro preventivo dell'abitazione di Giovanni Guarascio, al civico 214 di via Brescia. Si tratta dell'abitazione del muratore vittoriese che, nel maggio del 2013, si era dato fuoco di fronte all'ufficiale giudiziario venuto a prendere possesso della sua casa,  venduta all'asta.

Come è ormai noto la scelta della Procura è giunta a seguito di quanto emerso dalle indagini svolte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Ragusa sulle dinamiche relative all’aggiudicazione dell’immobile di Guarascio. Il procuratore Carmelo Petralia ha infatti ravvisato l’esistenza di “numerose e vistosissime anomalie nella procedura svolta dal professionista delegato dal giudice per l’esecuzione ai fini dell’aggiudicazione dell’immobile”.

“La questione Garascio è servita a scoperchiare una pentola piena di illecito- dichiara Gaetano Malannino, componente del Comitato-.  Quello che ora chiediamo e che, in attesa che tanti altri casi siano analizzati singolarmente, la Procura fermi sia le aste che le immissioni in possesso degli aggiudicatari per il tempo necessario, che decideranno loro, a valutare almeno il quadro generale. Solo così eviteremo altri suicidi o che qualcuno, altrettanto esasperato, rivolga la propria disperazione verso altri”.

“La prossima settimana- annuncia ancora Malannino- chiederemo un incontro con la Procura come 'Comitato contro le aste' e non più come singoli cittadini o rappresentanti delle nostre singole associazioni. Consegneremo un dossier con nuovi casi, in cui vi sono illeciti evidenti, che intendiamo portare all'attenzione degli organi competenti. Quello che ci preme ricordare- aggiunge ancora- è che in questa situazione nemmeno i creditori hanno ciò che, per legge, gli spetta. Quando i beni vengono svenduti, infatti, nella totalità dei casi il denaro non basta a saldare il debito ed il creditore, che si vede sottrarre la casa, l'azienda e tutte le sue proprietà, non riesce comunque a saldare la sua situazione debitoria”. 

Il numero della aste ancora in corso, in provincia di Ragusa, resta intanto ancora straordinariamente alto: 50 beni mobili e 872 immobili. Di questi ben 188 sono appartamenti, di cui 96 ricadenti a Vittoria, e 15 villette. Dietro questi numeri ci sono quindi altre 203 famiglie che vivono con l'incubo di poter perdere la casa da un momento all'altro. Tantissime anche quelle che hanno già perso la casa, perché venduta, e che vivono ogni ora temendo che il nuovo proprietario si presenti da un momento all'altro. 

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