Attualità Vittoria

Martina Guarascio: Segnali di giustizia

Sequestro della casa all’asta

Vittoria - “Sicuramente si tratta di un primo obiettivo raggiunto e che, dopo quello che abbiamo vissuto e l'ansia che ci hanno fatto vivere fino a qualche giorno fa ci regala un po' di serenità. Tuttavia siamo consapevoli che abbiamo vinto solo una battaglia, mentre c 'è ancora tanto da fare”.

Così Martina Guarascio, figlia di Giovanni, commenta l'annuncio fatto ieri dalla Procura della Repubblica di Ragusa che ha disposto il sequestro preventivo dell'abitazione della sua famiglia, al civico 214 di via Brescia. Il decreto era stato emesso dal procuratore Carmelo Petralia

a seguito di quanto emerso dalle indagini  svolte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Ragusa sulle dinamiche relative all’aggiudicazione dell’immobile di proprietà del muratore vittoriese Giovanni Guarascio, morto nel maggio del 2013. Nel tentativo disperato di opporsi all’immissione in possesso dell’aggiudicatario, l'uomo si diede fuoco dopo essersi gettato addosso della benzina. Morì dopo una settimana. Petralia ha ravvisato  ’esistenza di “numerose e vistosissime anomalie nella procedura svolta dal professionista delegato dal giudice per l’esecuzione ai fini dell’aggiudicazione dell’immobile”.

“Queste persone hanno giocato con la psiche di mio padre- aggiunge Martina-pressandolo fino a portarlo alla disperazione e ora stavano provando a fare lo stesso con noi. In questi mesi, infatti, ci hanno inviato diverse lettere chiedendoci di lasciare loro l'immobile o di contattarli. Sono arrabbiata con tutto questo meccanismo- dichiara ancora-. La morte di papà ha portato alla ribalta una realtà che a molti non piace e che molti volevano nascondere, ma che purtroppo c'era e c'è”.

“Ieri mattina- dichiara l'avvocato della famiglia Guarascio, Giulia Artini- abbiamo ricevuto la notifica del provvedimento. Qualche settimana fa avevamo presentato delle memorie perché anche noi eravamo intenzionati a richiedere un provvedimento d'urgenza per avere più cautela da questo punto di vista. Ora aspettiamo la fine delle indagini e poi ci costituiremo parte civile nel processo che ne seguirà. Sicuramente la famiglia Guarascio è comunque psicologicamente più tranquilla adesso dato che il proprietario della casa si era rifatto avanti con delle lettere che, da parte nostra, abbiamo subito girato alla Guardia di Finanza ed agli inquirenti”.

Sulla vicenda interviene anche il “Comitato contro le aste giudiziarie”, di cui fa parte anche l'imprenditore vittoriese Angelo Giacchi, la cui casa è ancora all'asta. “Quello che è emerso è molto importante anche perché dimostra  che non ci sbagliavamo, che le nostre informazioni,  girate alla Procura, erano giuste. Siamo quindi soddisfatti del lavoro che la Procura e gli organi competenti stanno portando avanti e siamo altrettanto compiaciuti della scelta di affidare in custodia dell’immobile, con facoltà d’uso, alla vedova Guarascio, la signora Giorgia Famà. Un ringraziamento, inoltre, va al prefetto Annunziato Vardé che, con il suo impegno, ha dato una spinta alle indagini sul cosiddetto “sistema aste”. Tutto il 'Comitato contro le aste giudiziarie' preparerà ora degli incontri per valutare quanto accaduto. Ci auguriamo, naturalmente, che questo lavoro continui, per controllare anche quanto avviene in tutte le altre aste in programma in provincia di Ragusa e che riguardano anche centinaia e centinaia di aziende costrette a chiudere e che hanno licenziato i loro operai, i quali rischiano a loro volta di perdere il bene materiale più prezioso: la casa”. 

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