Attualità Scicli 08/03/2014 21:46 Notizia letta: 2488 volte

Scicli, prove tecniche di disastro

Convegno Lions
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Scicli - Partecipazione  per il workshop operativo “Rischio idrogeologico – dall’allerta meteo alla operatività locale - protezione civile e cittadini “ organizzato a  Scicli, sabato mattina 8 marzo, alla Sala Convegni di Palazzo Spadaro, da tutti i Lions Clubs della Provincia di Ragusa, insieme al Dipartimento Regionale della Protezione Civile di Ragusa, al Comune di Scicli,  con il supporto dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ragusa e dell’Associazione Geologi Ragusani.

La giornata è stata coordinata e moderata dall’ing. Giovanni Iacono, Presidente del Lions Club di Scicli, club delegato all’organizzazione dell’evento.

All’apertura dei lavori il Presidente Iacono ha presentato un emozionante video sulla tragedia di Giampilieri (Me) in cui una violenta alluvione causò, nel 2009, ben 37 vittime. Nella sua relazione introduttiva Iacono ha ricordato come l’Italia sia un Paese ad alto rischio. Terremoti, alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche, incendi. Rischi naturali cui si sommano a quelli legati alle attività dell’uomo, che contribuiscono a rendere fragile il nostro territorio.

Il Dott. Nello Lo Monaco Direttore del Dipartimento Regionale dei Protezione Civile di Ragusa ha parlato di previsione e prevenzione dei rischi, soccorso delle popolazioni colpite, contrasto e superamento dell'emergenza e mitigazione del rischio. Sono le attività di protezione civile. Obiettivi principali di queste attività sono la tutela delle persone e la salvaguardia del territorio.
L’attività di previsione – svolta con il concorso di soggetti scientifici e tecnici competenti – mira a valutare gli scenari di rischio e, quando possibile, a preannunciare, monitorare, sorvegliare e vigilare gli eventi e i livelli di rischio attesi.

Allertamento, pianificazione, formazione, informazione alla popolazione, esercitazioni e applicazione della normativa tecnica sono i principali strumenti di protezione civile per la prevenzione dei rischi sul territorio e hanno l’obiettivo di evitare o limitare i danni in caso di emergenza.  Quindi il dott. Carmelo Orlandi, che è uno SMEM, Social Media Emergengy Manager, ha affrontato con grande competenza e coinvolgimento degli intervenuti, il tema della comunicazione nelle emergenze. Ha ricordato come in Sardegna, nel novembre scorso, proprio l’inefficienza di corretto sistema delle comunicazioni ha determinato un così alto numero di vittime. Infatti l’allerta meteo era stata inviata ai comuni, via fax, di domenica pomeriggio. Ovviamente, con tutti i piccoli Comuni che non hanno un uffici di protezione civile aperti 24H sette giorni su sette, non l’ha letta nessuno, e quindi il disastro con 16 morti. Orlandi ha illustrato i nuovi sistemi di comunicazione nella Protezione Civile legati all’utilizzo dei Social Media Network come Facebook o Twitter. Ha presentato con efficacia come vengono utilizzati questi strumenti di comunicazione quasi istantanea, ponendo l’accento sul fatto che è necessario che siano le autorità locali ad intestarsi questi sistemi al fine di dare certezza alle informazioni circolanti in tempo reale sui social network, adoperando degli account ufficiali.

Redazione
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